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    26 Februar

    HdC...speriamo ke si realizzino presto!!!!

    Turismo culturale, qualcosa si muove

    HdcBuona parte dell'intero patrimonio artistico e culturale del Pianeta si trova in Italia, eppure il Bel Paese non è mai riuscito a valorizzare pienamente l'incredibile intreccio di storia, arte e culture che possiede. L'industria del turismo zoppica e, fuori dalle mete standard - come Roma, Firenze, Venezia e Napoli - si fatica non poco per trovare nuovi modelli di promozione e accoglienza per incentivare l'arrivo dei turisti.

    Nonostante tutti gli sforzi dell'attuale Ministro della cultura, Sandro Bondi (quanto mi suona strano dirlo), la narcolessia non ha ancora colpito il settore del turismo, anche se ormai poco ci manca. In un bilancio sostanzialmente negativo, alcune interessanti iniziative riescono a far vedere una piccola, tenue e solitaria luce al fondo del tunnel.

    È il caso dell'interessante progetto Hotel della Cultura (HdC), presentato oggi da Civita e ANCE in collaborazione con Arcus, Unicredit e Federalberghi, per recuperare palazzi storici ora in semiabbandono e restituirli al turismo culturale con una nuova concezione della ricettività alberghiera. I responsabili dell'iniziativa hanno già elaborato quattro progetti pilota per convertire alcuni edifici storici ora poco (o per nulla) utilizzati come Villa Favorita a Ercolano, la Caserma Monti di Forlì, il Collegio dei Gesuiti di Noto e la splendida Cavallerizza Reale di Torino.

    Sulla falsa riga di quanto già realizzato in Spagna e Portogallo, gli Hotel della Cultura consentiranno di restaurare, salvaguardare e portare a nuova vita alcuni importanti beni architettonici del Bel Paese, in grado di autofinanziarsi grazie alle strutture alberghiere collocate al loro interno. La speranza è quella di rendere gli HdC un punto di partenza per un rilancio del turismo culturale, integrando ospitalità e itinerari storico-artistici in un unico contesto. Cavallerizza_2

    Al momento è naturalmente tutto solo sulla carta, ma il progetto colpisce non solo per i soggetti in campo intenzionati a realizzarlo, ma anche per la scelta dei primi progetti pilota. La Cavallerizza Reale di Torino, per esempio, si trova nel cuore del capoluogo piemontese a pochi passi dalla centrale Piazza Castello e dai locali di via Po e piazza Vittorio, un'area molto appetibile per i turisti. La struttura è al momento utilizzata in parte per spettacoli teatrali e mostre temporanee. Progettata inizialmente da Amedeo di Castellamonte nel 1673, la Cavallerizza ha poi subito rimaneggiamenti da parte di altri grandi architetti come Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.

    Il complesso, utilizzato intensivamente fino alla fine dell'Ottocento, ospitava il maneggio, le scuderie e alcuni locali per ospitare le carrozze della famiglia reale. La Cavallerizza si sviluppa attraverso un unico edificio su quattro lati e comprende anche un ampio porticato interno. Un piccolo tesoro da tempo in cerca di una nuova destinazione degna della sua storia, che ora potrebbe diventare un'importante struttura ricettiva nel cuore della città.