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30 Juni Avanti cosììì!!!!! benissimooo!!!!(ANSA) - ANGELI DI ROSORA (ANCONA) - La casa del futuro esiste gia', ad emissioni zero di CO2 e completamente autosufficiente dal punto di vista energetico: e' una graziosa palazzina in mattoncini, con sei appartamenti e balconi, inaugurata oggi ad Angeli di Rosora, frazione di un piccolo centro di 1.800 abitanti, in provincia di Ancona, al centro di un progetto promosso dal gruppo Loccioni, leader nei sistemi avanzati di automazione, misure e controllo, con la partecipazione di Enel e Whirlpool. La Leaf House vive ''come una una foglia'', in grado di captare dagli elementi naturali, sole, acqua e terra, tutto il fabbisogno necessario per vivere, grazie all'uso di modernissime tecnologie, ma anche ad un cuore ''antico'', cioe' il ricorso alla saggezza di una volta. L'esposizione a sud permette di massimizzare lo sfruttamento di pannelli solari e termici, le pareti spesse isolano dal caldo e dal freddo, ma l'immobile e' dotato anche di sistemi avveneristici per l'efficienza energetica e luminosa. Come, ad esempio, un sistema di accumulo a idrogeno dell'Enel, che immagazzina l'energia in eccesso, o un ''green set'' Whirlpool, composto da elettrodomestici alla piu' alta efficienza energetica presenti sul mercato italiano, che dialogano con un contatore ''intelligente'' dell'Enel, mentre le soluzioni di automazione di Loccioni coordinano il funzionamento degli impianti e permettono il monitoraggio della qualita' dell'aria interna e il recupero delle acque meteoriche. L'ultimo piano ospita un loft mansardato, il Whirlpool Zeos (Zero Emissions Open Space) dove saranno sperimentati prodotti ecologici innovativi e attuate iniziative di educazione del consumatore. Ma la palazzina accogliera' fra poco i suoi primi inquilini: dipendenti del gruppo Loccioni, che saranno scelti anche in base alle caratteristiche del nucleo familiare (single, famiglie con uno o piu' bambini) per trasformare la casa in un laboratorio di tecnologie e lifestyle sostenibili, dall'uso di tubi solari che con un gioco di specchi ''portano'' la luce del giorno anche nelle stanze piu' buie ai sistemi di demineralizzazione e potabilizzazione dell'acqua. Supervisore del progetto e' Federico Maria Butera, guru del risparmio energetico, che oggi ha auspicato un cambiamento nella cultura del progetto, con maggiore attenzione alla sostenibilita' ambientale ed energetica. La Leaf House e' in realta' il primo mattone del progetto piu' ampio della Leaf Community (Life Energy And Future), comunita' ad energia interamente pulita, che si sta sviluppando ad Angeli di Rosora e che comprende anche una microcentrale realizzata in un vecchio canale di scolo dell'Enel, che con un salto idrico di circa un metro produce 160 MWh l'anno di energia, alimentando i due stabilimenti del gruppo Loccion; una scuola con il tetto solare; spostamenti con mezzi elettrici o a idrogeno. Partner del progetto, un pool di imprese ai massimi livelli nei rispettivi settori, tra cui Ikea, iGuzzini Illuminazione e Faam. Secondo Enrico Loccioni, presidente del gruppo, i costi per costruire la Leaf House sono ''piu' cari del 10% rispetto ad un edificio realizzato con tecniche tradizionali''. Soldi che pero' si potranno recuperare nel giro di pochi anni, con il risparmio energetico. ''Gia' ora - spiega - non saranno necessari allacci alla rete elettrica''. ''L'Enel - commenta Gennaro De Michele, responsabile politiche ricerca e sviluppo dell'azienda elettrica dell'azienda elettrica - ha messo in campo ''una delle sue sperimentazioni piu' promettenti, il sistema di accumulo a idrogeno che permettera' l'impiego continuo di alcune fonti rinnovabili, per loro natura discontinue o intermittenti''. Anche per i produttori di elettrodomestici la sfida del futuro e' il risparmio energetico - fa notare Giuseppe Geneletti, della Whirlpool - ''spegnendo tutti gli elettromestici in Europa, ci sarebbe un risparmio del 50% sui consumi''. (ANSA). Illuminazione a LED risparmio assicuratoLa sostituzione dei classici lampioni stradali, con quelli a tecnologia LED di nuova generazione, permetterebbe un risparmio di 4 miliardi di KW/h, corrispondente allo spegnimento o non accensione di una centrale nucleare di piccola taglia; è quanto afferma il kyoto club, un organizzazione no-profit, che si impegna dal 1998 nel raggiungimento degli obiettivi assunti con il Protocollo di Kyoto. Non è la soluzione al problema energetico italiano, ma questa tecnologia contribuirebbe a ridurre le emissioni di CO2 e i consumi di energia, è un piccolo passo ,che aggiunto ad altri ,potrebbe farci evitare decisioni troppo avventate come il nucleare. Un normale lampione stradale spreca energia per i seguenti motivi: è costituito con tecnologie obsolete, non utilizza apparecchi ad alta efficenza e irradia in tutte le direzioni riducendo l'efficenza luminosa.Le lampade a LED, invece, permettono di ridurre i consumi fino al 70%, hanno una durata commerciale 10 volte superiore ai lampioni tradizionali e grazie al flusso luminoso unidirezionale contribuiscono a combattere l'inquinamento luminoso. Oltre a farci evitare la costruzione di una centrale nucleare, questa tecnologia, permetterebbe di avere maggiori posti di lavoro, minoriconsumi per gli enti locali, sviluppo di imprese industriali del settore e aria più pulita!! Non rimane che adottare questa tecnologia che restituirebbe vantaggi e risparmi in pochi anni, non come quella nucleare che li avrebbe dopo 25!! Mandate il video di questo post al sindaco del vostro comune di residenza, il rinnovamento inizia proprio da noi stessi. Rifiuti: l'alternativa che crea ricchezza senza danni alla saluteHo già parlato precedentemente di questo processo, allegando anke un video..ma credo ke le spiegazioni non siano mai abbastanza...per cui..eccone altre...Pensiamo che la spazzatura campana che mandiamo in Germania (a caro prezzo) venga bruciata. Falso. I tedeschi trattano quei rifiuti in modo intelligente ottenendo dalla parte secca materie prime (plastica, metallo, vetro, ecc) da rivendere alle industrie, dalla parte umida (gli scarti alimentari) acqua e gas da usare come combustibile, e dalla parte meno riciclabile ricavano sabbie per materiale edilizio. A finire negli inceneritori è solo una piccolissima parte, che spesso viene azzerata. Questo lo spiega all’Ansa il portavoce del Ministero dell'Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica. Noi paghiamo affinché si prendano la nostra immondizia e loro la trattano e la rivendono con un doppio guadagno. Per i tedeschi siamo degli ottimi (a tal punto da risultare fessi) clienti.
L’alternativa a discariche e inceneritori si chiama raccolta differenziata e, per i rifiuti indifferenziati (nel caso di Napoli), trattamento meccanico-biologico (TMB). Essa è una tecnologia di trattamento a freddo dell’immondizia non differenziata che sfrutta l'abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica (un processo che trasforma l’umido in gas) e il compostaggio (il trattamento per fare diventare gli scarti di cucina fertilizzante). Appositi macchinari separano la frazione umida dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti ecc.); quest'ultima frazione può essere riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (CDR) rimuovendo i materiali incombustibili. Ultimamente con la tecnica TMB si è arrivati ad incenerimento zero. Anche la parte tradizionalmente considerata non riciclabile viene triturata fino a diventare sabbia per materiale edile. Ci sono impianti di trattamento meccanico-biologico negli Stati Uniti e in diversi posti nel mondo (per un totale di 146, di cui ben 50 realizzati dopo il 2005), come a Munster in Germania, a Sidney (un impianto da ben 170.000 tonnellate l’anno gestito dall’australiana Global Renewables che ha anche vinto un grosso appalto nella contea inglese del Lancashire dopo la forte opposizione della popolazione alla costruzione di un inceneritore) e a Tel Aviv gestito da Arrowbio Ma, senza andare lontano, a casa nostra, oltre al sistema Thor elaborato dal CNR (di cui abbiamo già parlato), esattamente a Vedelago, in provincia di Treviso, è attivo da anni un impianto TMB per il trattamento dei rifiuti che adesso arriva al riciclo del 95% dei rifiuti in entrata e che trasforma la parte rimanente in materiale inerte riutilizzabile (nel sito trovate un video che spiega tutto il processo). Con questo sistema di Vadelago tutto è riciclabile dimostrando che la discarica e l’incenerimento non sono assolutamente la soluzione più conveniente. Il futuro è rifiuti zero: riduzione critica della produzione di immondizia, raccolta differenziata porta a porta e, per la parte indifferenziata, trattamento meccanico biologico. Questa soluzione, oltre a non avere ricadute per la salute dei cittadini, crea materie prime (plastiche, carta, metalli, biogas, e acqua) e posti di lavoro. Dunque ricchezza per tutti. L’incenerimento e le discariche creano dimostrati danni alla salute per gli abitanti delle zone limitrofe e ricchezza solo per le aziende costruttrici degli impianti. Munnezza in autogestione...di Guido VialeImmondizia in autogestioneLa magistratura ha decapitato i vertici dei siti «Cdr» per la differenziata in Campania. Così ora sono gli operai a gestire direttamente gli impianti Un lavoro che sta limitando l'accumulo della «monnezza». Per garantire questa funzione di pubblica utilità, i sindacati hanno revocato uno sciopero contro la dismissione degli impianti prevista dal governo - da Il Manifesto del 20.06.2008
Tel Aviv: ecco la soluzione rifiuti per la Campania. Ma Bertolaso non ci credeLa soluzione ai rifiuti(e non solo campani) c’è . E’ sotto brevetto e l’hanno inventata gli israeliani e si chiama Arrow-Bio. Me lo segnala Fabio. A un nostro lettore e ne leggo anche i thread su il Meetup amici di Beppe Grillo di Napoli a cui ho chiesto di partecipare all’incontro con il responsabile italiano. In pratica con questo sistema denominato ArrowBio e che funziona ad acqua, è possibile differenziare i rifiuti e separare la parte organica da quella inorganica grazie alla forza di gravità. La parte organica opportunamente trattata diviene una poltiglia che può essere usata oltre che per produrre metano, anche come fertilizzante naturale. Insomma, si tratterebbe dell’uovo di Colombo. Il sottosegretario Bertolaso è stato opportunamente informato di questa possibilità proprio dai media: è stato intervistato da Stefano Mensurati il 27 giugno per la puntata di Radiocity su RadioUno. Ma il sottosegretario Bertolaso si dice incredulo e rileva che forse la traduttrice ha sbagliato a riferire le quantità di rifiuti smaltite. Per cui rifà la domanda al vice-sindaco Sapir il quale non solo gli conferma le quantità ma gli spiega che se su una linea a pieno regime si smaltiscono 300mila tonnellate di rifiuti, su due linee di smaltimento si arrivano a smaltire 600mila tonnellate di rifiuti. Dopo questa notizia che io sappia Guido Bertolaso non ha prenotato nessun volo per Tel Aviv.
24 Juni Book crossing a Castel Volturno....Bene ragazzi, a partire da questo mese è partito il book crossing, iniziativa volta a diffondere cultura e creare rapporti interpersonali tra le persone che vivono nel nostro territorio…ogni mese verranno scelti 3 libri di cui saranno pubblicate le trame sia su www.officinavolturno.com che su www.domizia.it che sul mio blog il cui indirizzo è: http://hamlet225.spaces.live.com chi volesse ricevere il libro potrà kiederlo via sms al seguente numero: 340/6644717 verrà pubblicato in seguito un elenco con i locali dove sarà possibile prendere il libro prescelto… Spero che questa idea possa avere lo stesso successo che ha avuto a Milano…Utopia…??? Ma no….insieme si può…sono disponibilissima a fare due chiacchiere con i lettori, per scambiarci pareri ed impressioni sui libri proposti…un saluto a tutti…Rossella
Max Polo Giorgio Poniasky – I movimenti rivoluzionari nel mondo
Questo libro parla dei vari movimenti rivoluzionari che si sono sviluppati in tutto il mondo nel secolo scorso, dalla bolivia a Cuba, etc. sicuramente da leggere, rappresenta un pezzo di storia…e poi la sua lettura può favorire un momento di riflessione, sicuramente positivo…
Herman Hesse – Siddharta
È un libro molto spirituale, un capolavoro del grande Hesse, che narra la storia di un uomo che cerca se stesso, ma cerca soprattutto di vivere la sua vita…passa da un’esperienza all’altra, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione…fino a che…
Martin Grzimek – La falena
Il terzo titolo per questo mese è un romanzo poliziesco, Gerrit Becker, un giornalista affermato e famoso, riceve dal suo direttore un incarico entusiasmante: recarsi in Colombia per intervistare Carlos, il maggiore trafficante di droga mondiale, e scriverne una biografia…un lavoro che si trasforma ben presto in un vero e proprio sequestro di persona….è sicuramente un libro ke rapisce il lettore, quasi come accade al protagonista….da brivido… 23 Juni Batteri ogm producono "petrolio" ecologico e rinnovabileBatteri geneticamente modificati producono un biocombustibile simile al petrolio se messi a contatto con scarti agricoli Alcuni batteri, se modificati geneticamente, sono in grado di produrre un biocombustibile simile al petrolio a partire da scarti della produzione agricola, ad esempio canne da zucchero. L'importante scoperta è stata fatta dal ricercatore Greg Pal, direttore del Ls9, uno degli istituti di ricerca di Silicon Valley. Il ricercatore ha spiegato: "Tra i 5 e i 7 anni fa questo processo avrebbe richiesto mesi di lavoro e centinaia di migliaia di dollari. Oggi ne servirebbero non più di 20 mila e per poche settimane. Inoltre il biocarburante ottenuto non arriverebbe a costare più di 50 dollari a barile''. Il petrolio rinnovabile ottenuto con questa tecnica è anche ecologico, infatti le emissioni di gas serra prodotte dalla sua combustione sono minori di quelle emesse dai materiali grezzi da cui è prodotto. Greg Pal ha dichiarato: Il nostro piano è di avere una dimostrazione su scala planetaria entro il 2010 e, parallelamente, stiamo lavorando su un impianto commerciabile da avviare entro il 2011". 20 Juni Effetto Mozart...
18 Juni Non pagate la tassa CIP6 nella bolletta dell'ENELHo trovato qesto articolo mentre navigavo...lo pubblico per diffondere...Tempo fa lessi una notizia che se vera darebbe alle famiglie italiane un piccolo aiuto economico sulle spese fisse mensili. La notizia è la seguente: Non pagate la tassa CIP6 nella bolletta dell'ENEL L'incentivazione alle fonti di energia rinnovabili è stata introdotta dalla legge n. 9 del 1991 e dalla successiva delibera n. 6 emessa dal Cip nel 1992 che ha aggiunto le parole "ed assimilate". Il Cip6 è un tassa sui tumori. Serve a costruire inceneritori che ti termovalorizzano le cellule. Io ho provato a fare quanto descritto ma senza alcuna risposta e risultato. I signori dell'enel se vogliono possono rispondere, ma anche voi tutti che leggete. Ciao. 17 Juni Geniale! I pannelli solari adesiviNon sarebbe meraviglioso poter pensare che da ora in poi l'installazione di pannelli solari potrebbe essere facile tanto quanto attaccare una "figu" della Panini sull'album dei calciatori togliendo semplicemente la carta di protezione nel retro del pannello?
Sogno o realtà?
Questa nuova ingegnerizzazione è proposta dalla californiana DRI Companies (per precisione un pool di aziende tutte dislocate nel westcoast statunitense) e porta il nome di Lumeta. Questa linea di pannelli solari in realtà si divide in due sotto famiglie. La prima, Lumeta PowerPly, è studiata appositamente per essere posizionata in edifici il cui tetto è realizzato in piano (tipicamente grossi edifici collocati in zone temperate, dove non è necessario il tetto spiovente) le cui caratteristiche si riscontrano per esempio e soprattutto nei centri commerciali. La loro applicazione è quindi velocissima e facilissima (vedete le foto e il video per dedurne la velocità di installazione). La seconda sotto famiglia, Lumeta S Tile, è invece un'ingegnosissima soluzione per integrare direttamente nelle tegole i pannelli solari, rendendo praticamente invisibile la loro presenza. Troviamo la soluzione particolarmente geniale. Ha un solo difetto (ma siamo sicuri che quelli della DRI Companies avranno preso in considerazione). I pannelli installati - se confrontati con i pannelli solari tradizionali - non sono direzionati in maniera ottimale verso il sole. E forse per questo che la DRI Companies suggerisce l'installazione in fase di costruzione delle nuove case, in modo tale che - in accordo con gli architetti - venga realizzata la costruzione per la migliore esposizione dei pannelli Lumeta. Benissimo il sorpasso....pikkè l'Italia vuole il nucleare...??? OPPONIAMOCI...e kiediamo l'eolico...![]()
I dati provenienti da tutto il mondo sono incoraggianti: l’anno 2007 è l’anno del sorpasso. Infatti in tutto il mondo nello scorso anno sono stati installati impianti eolilci per 20 mila megawatt, mentre quelli per il nucleare sono stati 1,9. Per la prima volta un’energia pulita supera in produzione quella nucleare.
Ma non solo. Infatti l’energia prodotta in totale è ancora a vantaggio dell’atomo, ma solo perchè le pale eoliche non sono in funzione tutto l’anno. Infatti se fossero sempre attive, la quantità di energia prodotta supererebbe alla grande la concorrenza. I dati sono incoraggianti: il nucleare in tutto il mondo si sta dismettendo (tranne che in Italia), mentre stanno aumentando gli impianti eolici, magari anche con nuove invenzioni tipo la centrale ad aquiloni. E quindi questo dato di installazioni maggiori per l’eolico è destinato a ripetersi in futuro
Il direttore del Kyoto Club, Gianni Silvestrini, è convinto che con tutta la produzione eolica che avverrà nel periodo tra 2008 e 2012 in tutto il mondo, l’elettricità prodotta sarà circa il doppio di quella nucleare. Questo dato incoraggiante è dovuto anche all’introduzione in America di nuove centrali eoliche, che producono, negli Stati Uniti, il 30% dell’energia pulita nazionale. Ma l’Europa segue a ruota. In Danimarca ad esempio le pale producono il 21% dell’energia elettrica, in Spagna il 12, in Portogallo il 9, in Germania il 7%. In Italia è ancora troppo poca, solo l’1,1%, anche se nello scorso anno degli investimenti in questa direzione sono stati fatti. Infatti tutte le centrali eoliche presenti nel nostro paese hanno permesso di risparmiare fino a 17 milioni di barili di petrolio, e visto quanto costa un barile al giorno d’oggi, si parla di cifre molto elevate. In percentuale, la produzione eolica nel solo 2007 è aumentata del 28% nel nostro Paese, anche di più che in Europa, dove l’incremento è stato del 18%. Ma c’è da dire che questo processo in Europa era già cominciato da qualche anno.
Uno studio dell’Anev, Associazione Nazionale Energia del Vento, ha previsto che, con le nuove tecniche di produzione di energia eolica, entro il 2020 il settore porterà ad un incremento di circa 50 mila posti di lavoro. Se vi sembrano tanti, pensate che in Germania negli ultimi 8 anni l’energia eolica ha portato a 380 mila nuove assunzioni. Da questo punto di vista l’Italia è molto in ritardo. In Germania sono già funzionanti 22.000 impianti eolici, nel nostro Paese meno di 3.000, ma se si decidesse di investire in quest’ottica, la situazione potrebbe capovolgersi. La differenza sostanziale sta negli ostacoli burocratici che soffocano i nostri imprenditori, in quanto in Germania ci vogliono circa 3 mesi per aprire un impianto eolico, in Italia dai 3 ai 5 anni.
La nostra regione più prolifica da questo punto di vista è la Puglia, con 658 impianti, seguita dalla Sicilia (631) e dalla Campania (606), mentre al Nord quasi non esistono. Per questo ogni anno, il 15 di giugno, si festeggia il “Wind Day“, una manifestazione europea per sensibilizzare la classe politica e l’opinione pubblica su questa fonte di energia alternativa che è un peccato non sfruttare. 11 Juni Ottima iniziativa...Vodafone ricicla cellulariVodafone in campo a favore dell'ambienteVodafone, con il contributo di Enel e Legambiente, darà il via alla campagna di raccolta e rigenerazione dei telefoni non più utilizzati che contribuirà alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole italiane. Il progetto "Il tuo telefonino ha ancora tanta energia" volto a incentivare il riciclaggio di cellulari vecchi per produrre energia pulita, sarà finanziato dai proventi della rigenerazione dei dispositivi. La raccolta dei terminali, oltre che negli 800 negozi Vodafone One, avverrà anche durante il "recycling tour", che si svolgerà in tutta Italia percorrendo dieci tappe; coloro che doneranno il proprio cellulare a favore dell'ambiente riceveranno in omaggio tre lampadine a basso consumo messe a disposizione da Enel.si. Il piano di riutilizzo dei telefoni fa parte del ben più ampio progetto "My future" di Vodafone che raccoglie le iniziative per un business responsabile e a tutela dell'ambiente, con il quale il gruppo di telefonia si impegna nel raggiungimento dell'obiettivo di sostenibilità che prevede la riduzione del 50% delle emissioni di co2 entro il 2020. Legambiente si occuperà della selezione degli edifici scolastici: da anni l'associazione si occupa attivamente di fonti rinnovabili e della loro introduzione nelle scuole e negli edifici pubblici, attraverso campagne di sensibilizzazione sui temi energetici e sul recupero dei materiali. Enel invece sarà attiva nell'installazione dei pannelli fotovoltaici con Enel.si, la società del gruppo che rappresenta il maggiore operatore del mercato italiano nella realizzazione di impianti fotovoltaici per famiglie e imprese. Ogni impianto produrrà mediamente 7.000 kilowatt-ora all'anno, procurando un significativo risparmio sulla bolletta degli istituti e riducendo l'emissione di 5 tonnellate annuali di co2, il corrispettivo di un'auto che percorre 1.100 km o del consumo di 3 barili di petrolio. Una centrale elettrica ad aquiloni, l'ultima sfida dell'energia nucleare...Obiettivo del progetto italiano KiteGen è produrre quanto un generatore atomico con 200 aquiloni su un anello ruotante si avrebbe una potenza di mille megawatt
Il sistema funziona a un'altezza di 800-1000 metri dal suolodi MAURIZIO RICCIUn disegno della centrale eolica ad aquiloni A questo punto non è più un gioco per bambini e neanche uno sport. E' un'occasione: le forze, in natura, non si sprecano. Soprattutto, se si possono usare per generare elettricità. Forse ci voleva l'incontro fra un kite surfer come Ippolito e un appassionato di vela, come Mario Milanese, docente al Politecnico di Torino, perché scattasse l'idea di rivoluzionare dalle fondamenta il modo di produrre energia eolica. Il fatto che il primo abbia un'azienda di sistemi automatizzati e il secondo insegni Controlli automatici all'università ha solo fornito gli strumenti per dare la scalata ad un obiettivo, a prima vista, impossibile: produrre tanta energia elettrica quanto una centrale nucleare, solo grazie al vento. Partendo non dalle gigantesche eliche delle turbine che ormai si costruiscono un po' dappertutto, ma dagli aquiloni dei bambini. KiteGen, come si chiama il progetto a cui lavorano Milanese ed Ippolito, non è l'unico nel mondo a puntare in questa direzione, ma è anche uno dei rarissimi casi in cui l'Italia, che le energie rinnovabili, normalmente, si limita a comprarle, è alla frontiera della ricerca. All'idea del vento dagli aquiloni lavorano anche, infatti, almeno altri due gruppi, in Olanda e in California. E' una guerra di brevetti. Perché, se gli esperimenti confermeranno le prime verifiche e i primi risultati dei prototipi, è come mettere le mani su una sorta di pietra filosofale, capace di scavalcare le debolezze più vistose dell'energia eolica e, in generale, delle energie alternative: costose, si dice, ingombranti, incostanti, troppo poco potenti. Dalla parte degli aquilonisti, c'è, anzitutto, il vento. Quanto forte soffia, per cominciare. A 80 metri di altitudine (l'altezza normale di una turbina) il vento spira, in media, nel mondo, a 4,6 metri al secondo, un po' più di 16 chilometri l'ora. E' un primo problema. Sotto i 4 metri al secondo, infatti, le turbine, normalmente, vengono spente, perché diventano antieconomiche. Il Texas occidentale - dove l'Enel ha appena varato una centrale eolica con 21 turbine - è un'area ricercatissima, perché il vento soffia in media a 7-8 metri al secondo (un po' meno di 30 chilometri l'ora), che viene definita una velocità ottimale. Ora, a 800 metri di altitudine, il vento soffia, in media, nel mondo, a 7,2 metri al secondo. La velocità ottimale. E un parametro cruciale, perché, spiegano i manuali di fisica, l'energia che si può ottenere dal vento aumenta in modo esponenziale con la sua velocità. "A mille metri di altezza - dice Milanese - l'energia che puoi ottenere è otto volte quella disponibile a livello del suolo". Il secondo problema del vento è che, in molti posti, non c'è sempre o, semplicemente non ce n'è. A De Bilt, in Olanda, che è un posto ventoso, le turbine funzionano 3 mila ore l'anno, in pratica un giorno su tre. A Linate, nessuno installa turbine, perché il vento è zero. Ma chi l'ha detto che la pianura padana è senza vento? Basta andare a 800 metri d'altezza: c'è vento per 3 mila ore l'anno, quanto a De Bilt per le turbine. E, nel cielo sopra De Bilt, si arriva a 6.500 ore, più di due giorni su tre. A Cagliari, si passa da 2.800 a 5 mila ore. Di vento, insomma, ce n'è molto di più di quanto si possa pensare sulla base dell'industria eolica attuale. Ma come catturarlo? "Con lo yo-yo" rispondono Milanese e Ippolito: un aquilone che sale e scende nel cielo. In un capannone di Chieri, alle porte di Torino, l'aquilone elettrico dispiegato non è altro che un normale kite per il surfing. Assicurato a due leggeri cavi, da 3 millimetri di diametro, lunghi 800 metri, l'aquilone si libra in volo, sostenuto dal vento. Srotolandosi, i cavi fanno girare due cilindri ed è questa movimento che genera energia, come si carica una dinamo. Ma questa è la parte più facile. Da buon velista, Milanese spiega che una barca con il vento in poppa va meno veloce di una barca che lo prenda ad angolo acuto. In termini scientifici, la potenza generabile dall'aquilone aumenta in funzione della velocità con cui si muove rispetto al vento. La parte importante del KiteGen è, infatti, il sistema di navigazione. Dei piccoli sensori, con rilevatori Gps, sono fissati sull'aquilone e collegati con un computer a terra che gestisce la navigazione dell'aquilone: un software manovra piccole trazioni sui cavi per assicurare che il kite proceda tracciando vorticosi 8 nel cielo. Grazie a queste scivolate d'ala, l'aquilone aumenta il suo differenziale di velocità rispetto al vento e, dunque, la potenza elettrica generabile. In pratica, l'aquilone si comporta come la striscia più esterna dell'elica di una turbina, senza dover far girare complicati ingranaggi: "Di fatto - dice Milanese - prendiamo la parte migliore di una turbina a vento e la mettiamo dove il vento è più forte". Quando il cavo è tirato al massimo, l'aquilone non genera più elettricità. Uno dei due cavi viene mollato, l'aquilone si impenna, non offre più resistenza al vento e viene riabbassato: "Per recuperarlo, consumiamo il 15% dell'energia generata in ascesa". Il passo successivo è immaginare una serie di questi yo-yo che funzionano insieme. "Basterebbe tenerli distanti 70-80 metri l'uno dall'altro - dice Milanese - mentre le turbine devono essere separate da più di 300 metri". Questo significa che, invece di avere decine e decine di torri eoliche ad ingombrare il paesaggio, per generare la stessa quantità di energia basterebbero alti e invisibili aquiloni che, a terra, non occuperebbero più spazio di una normale centrale elettrica. Tutto questo, comunque, per ora è sulla carta. KiteGen, finora, ha solo fatto volare il prototipo, generando, in tutto 2,5 kilowatt. "Ma - assicura Milanese - il prototipo ha rispettato le simulazioni del computer e questo ci rende fiduciosi sul fatto che anche le altre simulazioni siano realistiche". E questo spinge Milanese a pensare in grande. Ad esempio, ad un altro attrezzo per bambini: una giostra. Se si montassero 200 aquiloni su un anello, che la forza del vento fa ruotare, questo movimento potrebbe generare energia con una potenza di 1.000 megawatt, quanto una media centrale nucleare. Occupando, sul terreno, non più di un cerchio del diametro di 1.500 metri. Al costo, calcola Milanese, di 5-600 milioni di euro, un sesto di quanto costi, oggi, una centrale atomica. L'energia prodotta dalla giostra KiteGen sarebbe, infatti, più intermittente di quella nucleare, ma anche assai meno cara. Se la scala fosse davvero di mille megawatt, un kilowattora, secondo i calcoli di Milanese, costerebbe solo un centesimo di euro, un terzo di quanto costa, oggi, l'energia più economica, il carbone. Tutto così semplice? Con le energie alternative, sognare sulla carta è facile. Il responso finale, poi, come direbbe il vecchio Dylan, "soffia nel vento". 10 Juni Nuovo impianto per combustibile liquido...Combustibile liquido dai rifiuti
L'INNOVAZIONE TECNOLOGICA Vuzeta
Lo scenario globale mostra tre tendenze a crescente criticità:
Tali problemi inducono una domanda crescente di più energia a minori costi e più pulita a cui risponde un’offerta di due tipi di energia alternativa:
La “Tecnologia Vuzeta” consente di trasformare un’ampia varietà di materiali organici, rifiuti e/o materie prime, in un liquido combustibile sintetico attraverso un processo a bassa temperatura e pressione e dove le emissioni sono pienamente controllate.
In sintesi la novità tecnologica è costituita da un sistema che allo stesso tempo:
DESCRIZIONE SCIENTIFICA DEL PROCESSO (Prof. Giuseppe Zanoni Università degli Studi di Pavia)
La "ristrutturazione molecolare” dei materiali organici da trattare può così essere descritto. Dato un materiale di formula generica CxHyNzOwSvCln caratterizzato da un determinato potere calorifico, il processo è in grado di ottenere un combustibile liquido sintetico avente formula C(x+n)H(x+n1) e con un potere calorifico maggiore rispetto al materiale in ingresso. Inoltre, come risulta dalla formula generica, il processo povvede alla rimozione degli etereoatomi (ossigeno, azoto, zolfo ed eveventualmente cloro) dal materiale da trattare. L'operazione chimica di ristrutturazione molecolare viene realizzata in presenza di un opportuno catalizzatore e di un agente neutralizzante che assicura la trasformazione degli eteroatomi nei corrispondenti sali di metalli alcalini e/o alcalino terrosi. La ristrutturazione molecolare, chiave del processo Vuzeta, è basata su reazioni di cracking seguiti da reforming, reazioni di quenching radicalico e di terminazione di catena, eventualmente da reazioni di cicloaddizione di Diels-Alder. Più in dettaglio, si possono avere processi di cracking termico e di cracking catalitico. Il primo è mediato da radicali liberi prodotti a seguito di scissioni omolitiche di legami C-H, C-C, C-O, C-N e O-H e la chimica coinvolta è quella tipica dei radicali al carbonio, ossigeno e idrogeno. Nel caso del cracking catalitico vi sono due diversi meccanismi, uno è quello classico della chimica dei carbocationi che si formano principalmente ad opera dei siti acidi di Brønsted che si trovano nel framework del catalizzatore di allumino silicato. Il secondo meccanismo è di tipo radicalico ed è responsabile della formazione di olefine attraverso deidrogenazione e/o dealchilazione dei corrispondenti alcani. La formazione di radicali è promossa dai siti elettron-accettori acidi di Lewis che si trovano in diverse forme di allumina amorfa. Nel processo si realizzano differenti meccanismi di reazioni a seguito sia del riscaldamento, ottenuto per attrito, del materiale a circa 350 °C sia dalla presenza di un opportuno catalizzatore.
Prodotti ottenuti Combustibile sintetico liquido: il prodotto principale della Tecnologia Vuzeta è un combustibile sintetico liquido avente una densità media di circa 0,850 Kg/L ed ha un potere calorifero inferiore di circa 10.000 Kcal/Kg. Il liquido combustibile sintetico si presenta come una miscela di idrocarburi alifatici lineari distribuiti tra C-7 e C-21 con una prevalenza per la frazione C-15÷C-21 (profilo GC-MS). La configurazione dell’impianto consente di selezionare la frazione di idrocarburi più consona al cliente. L’impianto Vuzeta è in grado di trasformare direttamente il liquido combustibile prodotto in energia elettrica grazie ad un gruppo elettrogeno collegato. Il rendimento medio è pari a circa 5 kW per litro di combustibile sintetico prodotto. Gas: dal processo di ristrutturazione molecolare catalitica si formano idrocaburi a catena corta, tipicamente metano, etano, propano e butani/pentani, che rappresentano la frazione non condensabile della distillazione. Questi gas possono convenientemente essere inviati ad un sistema per la generazione di energia elettrica o combusti per il recupero del calore o assorbiti tramite filtri a carboni attivi.
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Vuzeta Via Cerca n°1, Brescia, Italy Tel.: +39 030 3366271 Fax.: +39 030 364373 E-MAIL: segreteria@Vuzeta.com Inno NazionalePubblico di seguito il nostro Inno Nazionale...i calciatori lo cantano qualke volta...ma..non tutto lo conoscono per intero...e siccome sono iniziati gli europei di calcio...mi sembrava giusto dare questo tributo...concludo con FORZA AZZURRIIIII!!!!!!!
Fratelli d'Italia, non so ke titolo darle...è bellissima...Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.. Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli
e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali
il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo. Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicino al letto. Essa si affacciava su un muro bianco. L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose cosi meravigliose al di fuori da quella finestra. L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.'Forse, voleva farle coraggio..' disse. Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. L'oggi è un dono,
e per questo motivo che si chiama presente. 09 Juni Esref Armagan...Questo pittore è cieco dalla nascita...nel video lo vediamo all'opera...bravo..non c'è ke dire...
03 Juni La canapa e l'energia...Ke dite? torniamo alle origini??? sembrerebbe conveniente....ed..ecologico.... Si parla di 50 anni fa… Henry Ford, colui che ha inventato la catena di montaggio e la produzione di massa ha inventato la prima macchina ecologica, la Ford T… La Ford T era una macchina interamente costruita con la Canapa Indiana… Già… Quella cannabis fuorilegge che alcuni fumano, ma che potrebbe essere usata per produrre carta, carburanti e addirittura la carrozzeria delle auto… Tra l’altro la carrozzeria era resistentissima e rispetta l’ambiente. Utilizzando la Canapa per la produzione di auto e carburanti (ma anche mobili… Perchè la Canapa ha una potenzialità enorme) non ci sarebbero i problemi di intaccare le riserve di grano e frumento che attualmente servono a sfamare le popolazioni mondiali, ma iniziano ad essere usati per la produzione di biocarburanti. —————————————— Perchè è scomparsa la canapa? Semplice! La canapa non fa business, la canapa è coltivabile da tutti e tutti avrebbero potuto produrre carburante a casa, la canapa potrebbe essere di tutti… Invece plastica, metallo e, soprattutto, petrolio, sono solo delle Lobby. Apriamo gli occhi e non facciamoci prendere in giro! La tecnologia, vi ricordo, che è stata inventata 50 anni fa, adesso potrebbe essere soltanto migliorata, e la resina con cui venne costruita la mitica Ford T risultava parecchio resistente… Nel filmato dell’epoca venne presa a “mazzate”… Già… Proprio con una mazza… Ebbene… La mazza rimbalzava e l’auto non si scalfiva e nemmeno si spaccava la carrozzeria…
Ecco qui tutto ciò che è possibile produrre con la Canapa Indiana |
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