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30 Juli Raiset....il delirio dello psiconano continua....Nasce Raiset, la televisione del sultanato Rai si fonde con Mediaset. Nasce Raiset, la televisione del sultanato Viale Mazzini rinuncia a 400 milioni per sette anni, abbandonando la piattaforma di Sky e diventando praticamente la filiale di Cologno Monzese. Il Supergruppo sarà diretto strategicamente da Palazzo Chigi o da Villa Certosa, a seconda degli umori del Sultano. Oramai è un vero e proprio colosso televisivo, con sei canali in chiaro (Raiuno, Raidue, Raitre, Canale 5, Italia 1, Rete 4) e una miriade di canali sul digitale terrestre. Stiamo parlando di Raiset, il mostro uscito fuori dalla fusione fra Rai e Mediaset, avvenuta in sordina ma conclamata proprio ieri, con la notizia che l’ex Rai abbandona definitivamente la piattaforma del digitale satellitare, non rinnovando il contratto con la televisione di Rupert Murdoch e rinunciando così a circa 350 milioni di euro all’anno, come minimo garantito, che il magnate della stampa gli passava. Una decisione del tutto incomprensibile se Rai e Mediaset fossero state due aziende in concorrenza fra di loro, vale a dire due imprese autonome, con una distinta ragione giuridica. Ma, come detto, così non è più, dato che da oggi dobbiamo considerarle come il prodotto di una fusione. A Silvio Berlusconi, proprietario di Raiset, è riuscito un capolavoro di acquisizione senza sborsare una sola lira. Infatti, gli italiani, nella loro insulsa dabbenaggine, con l’abbondante vittoria dell’aprile 2008, gli hanno regalato la Rai e lui mostra di aver gradito. Ma siccome la sua bulimia non riguarda soltanto gli affari di sesso (dove si dice sia davvero insuperabile), ecco che, a differenza del precedente periodo di governo (2001-2006), dove comunque aveva ritenuto doveroso salvare almeno le apparenze, ora ha deciso di appropriarsi definitivamente di Viale Mazzini, non limitandosi a nominare dirigenti, direttori di rete, di telegiornali e compagnia ballando, ma indirizzando le strategie dell’ex sua concorrente verso un lento e periclitante declino imprenditoriale. Raiset dominerà il nuovo scenario televisivo italiano, creando, caso del tutto eccezionale in tutto il mondo, un supergruppo, con sedi istituzionali a Viale Mazzini e Saxa Rubra, filiali di Cologno Monzese, a Palazzo Chigi, Palazzo Grazioli e, forse, nei momenti di euforia erotomane, anche a Villa Certosa in Sardegna, dove si svolgeranno la maggior parte dei provini per veline e velinazze. L’obbiettivo dichiarato è quello di scardinare l’altro polo televisivo, cioè Sky dell’odiato Rupert, il quale – cosa insopportabile per il Cavaliere – ha mostrato come un imprenditore possa essere proprietario di un sistema di media senza per forza diventare anche Capo di governo (cosa vietata nelle democrazie anglosassoni, cioè nella perfida Albione). Sempre ieri, il bulimico sultano di Arcore ha deciso anche il nuovo pacchetto di nomine, fra le quali spicca quella di Clemente Mimun a dirigere le fiction Rai. Già, perché l’”utilizzatore finale” di queste fiction è proprio lui, il sultano, non soltanto perché così può utilizzare l’assegnazione di ruoli da protagoniste alle sue favorite (l’altra possibilità, come noto, è quella di insediarle a Strasburgo o a Montecitorio-Palazzo Madama, dipende dal sollazzo che le fanciulle sono state in grado di procurargli), ma soprattutto perché, nella sua strategia immaginifica, i teleromanzi del futuro dovranno diffondere il pensiero unico del sultano, la sua voglia di dominazione e di voluttà e chi meglio del Mimun, già solerte produttore dei suoi comunicati stampa, può assolvere alla bisogna, dopo lo splendido interregno di Oliviero Saccà? La prossima mossa sarà l’imposizione di un tetto pubblicitario alle tv che incassano già un canone di abbonamento. Il problema non investirà poi tanto la ex Rai (se pure dovesse fallire, non sarà un problema, si ritonerà alla vecchia ditta “Mediaset”) ma quasi esclusivamente Murdoch. Il sultano, infatti, ha vissuto con terrore il sorpasso nei ricavi compiuto dalla piattaforma del suo concorrente sul gruppo di Cologno Monzese ed ora, dopo l’aumento dell’Iva avvenuto nell’autunno scorso, la mossa vincente sarà proprio questa: limitare le possibilità di introiti pubblicitari per le televisioni del gruppo concorrente. Nella strategia del Biscione, Raiset andrà interamente sul digitale terrestre, su una nuova piattaforma, “Tivù”, nella quale svolgerà un ruolo ancillare, con i dirigenti di Cologno Monzese che decideranno i suoi palinsesti, stando attenti a non disturbare eccessivamente la programmazione delle serate dei canali del sultano, per non incidere negativamente sui ricavi. L’obiettivo è quello di stracciare Rupert e di fargli rimangiare gli articoli sugli eccessi sessuali del Cavaliere pubblicati sui suoi giornali o mandati in onda sulle sue televisioni. Il sultanato non ammette la concorrenza e il magnate australiano dovrà accettare un’offerta che non si può rifiutare. MI CHIEDO QUANDO...E DICO QUANDO....GLI ITALIANI SI SVEGLIERANNO....CI STIAMO FACENDO MANIPOLARE DA UN VEKKIO RIMBAMBITO!!!!! ahi serva Italia...di dolore Ostello...., nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello....diceva Dante....la trovo molto appropriata come frase..... 22 Juli Generatore eolico senza pale!!Un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l'eolico senza paleUna alternativa ai contestati aerogeneratori: test in Italia. «Sarà anche più efficiente»È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un'alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.
PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l'Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall'ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell'acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda. Siccome alcuni sostengono ke si tratti di una bufala...ecco doverose precisazioni....da parte di un lettore, informato... Il principio: il flusso d'aria entrante attraverso le aperture poste alla base (per comodità e stabilità; potrebbero stare anche in alto), disposte su un anello circolare di diametro a piacere, è accelerato per mezzo di un condotto di forma molto particolare, l'unica che consente al flusso di assumere un percorso "a tornado", fenomeno molto particolare e l'unico che consente al flusso di staccarsi dalle pareti laterali, riducendo al minimo l'attrito, sopprimendo la turbolenza (flusso "laminare"), e quindi di accelerare quasi indefinitamente al diminuire della sezione trasversale (i tornado meteorologici raggiungono 600 km/h, altro esempio è il...sangue-l'organismo si è regolato bene!). La velocità del flusso entrante conta quindi abbastanza poco, è sufficiente definire una sezione della turbina (molto particolare, perché deve scambiare energia con un flusso ad elevata componente rotazionale), e in base a quella regolare la superficie complessiva d'ingresso del flusso, anche specifica per ciascun particolare regime di vento. La turbina definisce la massima potenza raggiungibile. Non esistono limiti teorici *pratici* alla potenza raggiungibile. Il sistema parte a circa 1 m/s e raggiunge tipicamente il "regime* intorno a 5-6 m/s (grande vantaggio!), e rimane operativo fino al limite di stabilità strutturale - intorno a 40 m/s. Le dimensioni verticali tra 1/3 e 1/4 rispetto a sistemi tradizionali di pari potenza. Ancora qualke precisazione...: 1)niente vieta che questi impianti siano disposti su una piattaforma/traliccio o quant'altro, con la base non proprio "rasoterra", così da raccogliere un vento più elevato (per es. a 10 metri, che consente di conservare un grande vantaggio sulle dimensioni verticali rispetto ai sistemi tradizionali). 2)tutto quello che poteva essere pensato, anche per la *rimozione* dell'aria (quasi stagnante) a valle della speciale turbina, è stato pensato e realizzato (si ricorderà la legge di Bernoulli, per cui un flusso accelerato crea una depressione...). 3)inutile cercare una spiegazione *semplice* al funzionamento, i cui principi derivano da una scuola di fisica che non è mai passata, se non molto marginalmente, nel mainstream scientifico occidentale. In seguito, ne verrà sicuramente data opportuna illustrazione. 4)non è necessario utilizzare *solo* il vento: altri flussi, per es. di origine termica (flussi caldi in ascesa, ecc) possono essere impiegati da soli o *in aggiunta* al vento. Si tratta di un sistema integrato e complesso, in grado di utilizzare in principio anche più di una fonte rinnovabile ovvero sfridi termici di qualsiasi origine. |
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