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September 10 Tre comitati scrivono al Presidente della repubblica dopo al sua visita in AbruzzoLettera dei terremotati a Napolitano: «La verità è che restiamo senza case»«Dopo cinque mesi non sappiamo dove passeremo l'inverno e gli alberghi sono già pieni di sfollati»
Caro Presidente, E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono. September 04 Terremoto: Ciò ke in TV non si dice...SI SMANTELLANO LE TENDOPOLI PER DARE L’IMMAGINE CHE GLI SFOLLATI NON CI SIANO PIU’, MA I CONTI SONO SBALLATI… LE CASE PREFABBRICATE NON SONO PRONTE E SONO MONOLOCALI DOVE NON SI POSSONO STIPARE 5 PERSONE… ALLA FINE NE NASCONDERANNO 2.000 IN CASERMA E GLI ALTRI IN ALBERGO….RABBIA DEGLI SFOLLATI CHE IN TV NON VI FANNO VEDERE..
Due sere fa, al Tg5, va in onda il solito servizio celebrativo, dedicato ai terremotati dell’Aquila: primo piano delle nuove casette prefabbricate, voce fuori campo che informa che si stanno smantellando le tendopoli, che a fine settembre non ci saranno più e che gli sfollati entreranno nelle prime case predisposte e l’operazione si concluderà entro novembre. Tutti felici e contenti, insomma: conclude Bertolaso, dicendo che tutto procede secondo programma. Nessuna intervista ai terremotati, nessuna domanda su dove verranno alloggiate le persone fino a fine anno. Ma le cronache locali rivelano una situazione ben diversa, un’ira in aumento tra i terremotati e persino tra quelli delle tende e quelli alloggiati negli alberghi della costa, conti sballati che non tornano, liti con chi costruisce le casette, e soluzioni di emergenza in vista. Perché i lavori fervono, ma gli errori stanno a monte, nella gestione politica post terremoto, in cui sono fatte promesse al solo scopo di guadagnare consensi. E i nodi vengono al pettine. Il governo ha la necessità di far sparire le tendopoli per poter dimostrare che il problema terremotati è stati risolto, ma nessuno sa dove sistemarli. Facciamo parlare i dati ufficiali, quelli di Bertolaso, così da evitare accuse di pregiudizio. Le aree di accoglienza, leggi tendopoli, sono 125, come sempre. All’interno vi sarebbero 16.320 sfollati ( un 600 in meno che hanno potuto rientrare nelle case, rispetto a un paio di mesi fa). Negli alberghi della costa invece sono 25.918 ( contro gli originali 26.111). Totale 42.238 sfollati. A cui devono aggiungersi coloro che sono ospiti di parenti o che hanno trovato un’autonoma sistemazione temporanea: si arriva oltre i 50.000 in pratica. Il governo cosa sta costruendo? Esattamente 4.500 casette che in origine sarebbero state destinate a 11.000 terremotati, saliti ora a 15.000. Queste casette, secondo i programmi ultimi, saranno pronte entro dicembre, quindi da qui a Natale non sono pronte, se non gradualmente, e nelle tende si va sotto lo zero, come abbiamo sempre sostenuto. Inutile ricordare che all’inizio il premier aveva promesso “tutte le case” pronte entro il 10 settembre. Sorvoliamo…Veniamo ad oggi. Primo ostacolo: le 4.500 case prevedono monolocali e non si possono infilare a forza in una stanza dalle 3 alle 5 persone, ma nessuno lo aveva valutato. Bertolaso ha chiesto allora alle ditte di costruire di predisporre anche bi-trilocali e giustamente le aziende hanno risposto che i preventivi erano per monolocali e i pezzi ordinati pure, quindi non è possibile mutare un’opera in corso. Soluzione? Ordinare altre piastre e costruire altre case a trattativa privata, fuori appalti e gare insomma, coi rischi che ne derivano. Se anche a Natale tutte fossero costruite in ogni caso potranno ospitare al massimo 15.000 sfollati, ma solo quelli con case classificate con categoria E ed F sono 36.000, quindi 21.000 restano col culo a terra e altri 15.000 negli alberghi della costa. Ci sono progetti per ottenere 4.000 alloggi in case libere, ma quando c’è di mezzo un proprietario sappiamo come vanno a finire alle lunghe certe cose, un altro progetto per recuperare 7.000 posti in 2.300 casette da costruire nei paesi vicini, ma siamo agli inizi. La cosa più probabile l’ha ammessa sottovoce lo stesso Bertolaso, pressato per far chiudere le tendopoli che non fanno buona pubblicità al governo: 2.000 sfollati verranno trasferiti nella caserma di Coppito e gli altri negli alberghi della costa, così non li vede nessuno. Una domanda sorge spontanea: se c’erano 2.000 posti in caserma, perché non li hanno sistemati subito lì, invece che farli vivere per mesi tra sole, freddo e pioggia nelle tende? Forse perché qualcuno ha voluto un G8 a Coppito, quando si poteva fare alla Maddalena, senza arrecare ulteriori disagi a gente che ne ha già abastanza? Magari si sarebbe perso uno spottone, ma certamente i lavori sarebbero andati avanti più speditamente e non si sarebbero spesi altri quattrini per rifare le strade per i potenti del mondo. A proposito: vi ricordate quando ci dissero che fare il G8 all’Aquila invece che alla Maddalena avrebbe costituito un risparmio di 200 milioni? Avete mai visto poi uno straccio di bilancio delle spese che avallasse questa teoria del risparmio? Nemmeno a parlarne!!! Ora i terremotati finiranno a Coppito, a testimonianza del “clima da caserma” che c’e’ ormai in Italia. E dopo aver detto un mese fa che costa troppo mantenere gli sfollati in albergo, ora il povero Bertolaso deve ammettere che portarne altri è l’unica soluzione perseguibile per chiudere le tendopoli. Se è vero che un terremotato in albergo costa al giorno allo Stato la metà di uno in tenda, perché non li abbiamo trasferiti subito tutti sulla costa? Misteri gaudiosi della “politica immagine”. La casa delle meraviglie!!!Spero ke molti altri prendano esempio da questo signore.... September 03 Tende..fuori chi ha casa A....L’AQUILA. Entro il 6 settembre chi ha la casa A deve lasciare le tendopoli. Lo ha ribadito ieri il capo della protezione civile, Guido Bertolaso nell’ambito del progetto di smantellamento dei campi di accoglienza. Al momemto sono circa seimila le persone cui si deve ancora trovare un tetto. Infatti, stando ai numeri attuali, le persone assistite sono 42.238 di cui 16.320 nelle tendopoli e 16.351 negli hotel. IL COMPUTO. In tutto circa 33mila persone cui vanno sottratti 9.567 aquilani già sistemati in case. La Protezione civile ritiene di poter sistemare 18mila persone nelle casette antisismiche, scuola della Finanza e in altre soluzioni abitative. A questo punto, per non tenere più nessuno nelle tendopoli, restano poco più di 15mila persone ma di queste, almeno ottomila, in maggioranza anziani, resteranno fino alla primavera del 2010 negli alberghi della costa adriatica. Rimangono, grosso modo, da sistemare circa seimila sfollati. Alcuni di questi, per lo più stranieri che sono in tendopoli, secondo quanto si è appreso non potranno beneficiare di assistenza in quanto abusivi e senza requisiti. Gli altri andranno negli hotel aquilani aperti, nelle altre abitazioni in muratura che man mano si libereranno e nella caserma Pasquali. NUOVE CASE. L’ipotesi che è circolata ieri, e che attende conferme, prevede la realizzazione di altre venti piastre, in ognuna delle quali si calcola si possano costruire 500 bilocali che dovrebbero ospitare un migliaio di persone per una spesa di 40 milioni. Le nuove costruzioni, se si faranno, si aggiungono a quelle che sono in corso di edificazione in 19 siti della città con le quali si vuole dare un tetto a 15mila persone ripartite in 4500 alloggi. I SITI. Al momento, per ovvie ragioni, non sono stati indicati siti dove potrebbero essere aperti i cantieri. Ma è molto probabile che si possa trattare degli stessi nei quali è stato occupato già dall’inizio più spazio di quello necessario alle esigenze. Una di queste aree, secondo alcune indiscrezioni, può essere quella di Coppito. LA DECISIONE. Non si tratta di una decisione facile da prendere. Infatti se ci sono delle indicazioni, soprattutto da parte della Protezione civile in tal senso, ci sono anche le resistenze del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che fino a ieri si era espresso negativamente su questa eventualità. Cialente aveva chiesto case mobili per tamponare l’emergenza scattata per l’insufficienza di case in rapporto al numero di richieste da parte degli sfollati. Infatti, il primo cittadino del capoluogo di regione ha sempre sostenuto che realizzare altre case antisismiche equivaleva a snaturare la città. Della stessa opinione, del resto, anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane e il deputato Giovanni Lolli, i quali hanno sempre manifestato la netta preferenza per le casette mobili, ovvero quelle con le ruote. Alla base di questa preferenza i tre politici aquilani pongono pure il fatto che in tal modo molta gente, soprattutto più anziana quelle che risiede nelle frazioni, avrebbe la possibilità di non allontanarsi dai luoghi nei quali è sempre vissuta. E sempre gli stessi amministratori hanno sostenuto che oltre a costruire sarebbe il caso di concordare un buon piano di ricostruzione. CASE AGIBILI. Lo svuotamento delle tendopoli che è in corso parte anche dalla considerazione che il 6 settembre, ovvero fra tre giorni, tutti coloro che hanno una abitazione di tipo A, ovvero agibile, dovranno lasciare i campi sfollati. Si tratta di una decisione che è stata già resa nota nei giorni scorsi dal prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli nel corso di un incontro che ha tenuto nel campo sfollati di Murata Gigotti a Coppito. Orientamento che è stato ribadito con forza dalla Protezione civile. E questo provedimento dovrebbe essere valido anche per coloro che ancora non hanno in funzione l’impianto per il gas metano visto che sono in corso lavori che in breve dovrebbero garantire l’erogazione a tutti in tempi brevi. Lo stesso Gabrielli ha dichiarato di comprendere che alcuni possono avere paura di tornare nelle loro case in muratura con il rischio obiettivo di altre scosse ma anche che bisogna cercare di tornare alla normalità. Il prefetto, in quella riunione, ha anche annunciato che nelle scuole ci saranno molte esercitazioni antisismiche per preparare ipotetiche evacuazioni. La tendopili kiude: l'ira degli sfollati...La notizia rimbalza di tenda in tenda. "Ci mandano via, ci deportano come gli ebrei". C'è paura, nella tendopoli di piazza d'Armi. "Per ora - raccontano alcuni sfollati in attesa del pranzo in mensa - non ci sono conferme ufficiali, solo annunci di prossime riunioni. Ma noi sfollati abbiamo già capito che qui stanno smobilitando tutto. Ci sono già i primi segnali: hanno smontato alcuni bagni e lavandini e altri servizi. E poi - ecco un altro segnale - sono arrivate le televisioni, come se sapessero che sta per succedere qualcosa. In tenda si sta male ma fuori si può stare peggio. C'è già chi minaccia di incatenarsi da qualche parte per non farsi deportare. Le voci sono tante. "Ci portano nella caserma della Guardia di Finanza, quella del G8". "Ci faranno entrare a forza nelle nostre case anche se ancora le scosse non si sono fermate". Dopo cinque mesi di tenda dovremo finire nelle camerate di una caserma?". La conferma arriva dopo pochi minuti. "Parte oggi pomeriggio - annuncia Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile - lo smantellamento delle tendopoli dell'Aquila. Si comincia con piazza d'Armi. Non sarà un intervento drastico ma un alleggerimento progressivo fino allo smontaggio definitivo". E dove andranno gli ex ospiti? Bertolaso si mostra sicuro. "Ci hanno chiesto di dare un tetto agli aquilani e così stiamo facendo. I 18.000 aquilani che hanno avuto la casa inagibile saranno sistemati nelle nuove case antisismiche mentre il resto degli sfollati - le cui abitazioni richiedono interventi minori - sarà ospitato nei residence, negli alberghi e anche negli alloggi della Guardia di Finanza". Per quanto riguarda i tempi dei lavori per la costruzione delle abitazioni antisismiche, il sottosegretario ribadisce che "a dispetto delle critiche siamo nel rispetto dei programmi". E aggiunge: "A L'Aquila ci sono ottomila operai che lavorano, giorno e notte, per cinquanta imprese in 45 cantieri dove si stanno costruendo case, moduli abitativi e scuole, che inizieranno regolarmente il 21 settembre. Dunque - conclude - a quelli che dicono che l'Aquila è ferma rispondo che oggi L'Aquila è il più grande cantiere d'Italia, dove si rispettano tutte le norme di sicurezza sul lavoro". Solo Bertolaso comunque si mostra sicuro. Il sindaco Massimo Cialente e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane denunciano che le case non basteranno per tutti e le famiglie che non avranno un tetto non potranno nemmeno mandare a scuola i loro figli. Fra coloro che hanno la casa agibile molti non sono rientrati perché le scosse continuano a fare paura. Chi ha l'abitazione B o C, che necessita di "piccoli interventi", ha scoperto che per i lavori servono ancora molti mesi. Per tanti l'unica prospettiva è un hotel sulla costa fino alla prossima primavera. E il premier continua a dire ke va tutto bene..... September 01 Le Frecce a Tripoli....Allora cari amici miei...ho intitolato il topic con una domanda...alla quale gradirei risposte motivate...prima , però, mi pare doveroso illustrare la questione...ke mi sta particolarmente a cuore dal momento ke nutro una passione sfrenata per l'aeronautica....e un amore viscerale per la PAN...fiore all'okkiello delle nostre forze armate....la pattuglia acrobatica più bella del mondo....(e potrei continuare..ma potrei annoiarvi....) dunque...il fatto è questo: Gheddafi, per festeggiare i 40 anni della sua "Leadership" (leggasi pure DITTATURA!!!!) in Libia...vuole ke le nostre amatissime Frecce Tricolori si esibiscano nella parata ke ha organizzato...e come se questo non fosse già una rikiesta assurda per una nazione come la nostra ke si definisce DEMOCRATICA....vuole pure ke invece del bandierone...(ovvero la scia lunga 12 km fatta coi fumi tricolori....) sia fatto tutto di verde.....unico colore ke caratterizza la bandiera libica, e ke la rende anke l'unica al mondo, fatta di un solo colore e priva di qualsiasi segno o stemma.... Il Ten. Col. Massimo Tammaro ( a mio avviso l'unica persona con un pò di buonsenso...), comandante della PAN, ha rifiutato...e lo credo bene....e il governo libico ha sospeso le prove dell'esibizione.... quello ke dico io....ma skerziamo....la PAN è il nostro orgoglio....forse più grande....vedere la bandiera Italiana librarsi nell'aria coi fumi colorati, e rimanerci per minuti interi fino a dissolversi completamente è una delle emozioni più belle....ke risveglia in ognuno il senso di appartenenza ke solo la bandiera può dare.... mai e poi mai le NOSTRE frecce formeranno una bandiera ke non sia il tricolore italiano... se Gheddafi vuole la bandiera coi fumi..si crei la sua pattuglia acrobatica....e lasci in pace la nostra....!!!!!!!!!!!!!! ma il quesito di fondo...è....E' GIUSTO KE LA PAN PARTECIPI ALLA PARATA DI UN DITTATORE....BOICOTTATA DA TUTTE E DICO TUTTE LE NAZIONI D'EUROPA....PERFINO PUTIN (altro personaggino perbene...) HA FATTO SAPERE KE NON PARTECIPERA'.....E IL NOSTRO PREMIER KE FA???? INVECE DI ANDARE LUI DI PERSONA....(e ci mankerebbe....) MANDA LE FRECCE TRICOLORI A RENDERE OMAGGIO A GHEDDAFI?????? scusate la rabbia ma sono furiosa....davvero....ci rende ridicoli!!!!!!!!!! agli okki del mondo intero...sapete cosa penso di lui per cui non mi ripeto...spero solo ke gli italiani capiscano ke così non si può continuare....destra o sinistra...non c'entrano...è la persona ke non va bene...un vekkio rimbambito...ke va con le ragazzine....e ke governa una grande nazione come l'Italia!!!!!!!!!! (scusate di nuovo...non mi sono potuta trattenere...) attendo risposte.... smackk!!! |
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