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    September 23

    IVA non dovuta sulla tassa sui rifiuti...rimborso...

    Sapevate che per anni si è pagata una imposta applicata su un’altra imposta? Sapete qual è la differenza fra Tassa ed Imposta?

     

    Una Imposta è un tipo di tributo distinto dalla Tassa. Per Imposta infatti, si indica una delle voci di entrata del bilancio dello Stato, ed è costituita da un prelievo coattivo di ricchezza non legato ad una specifica prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici. Viene appunto … imposta. Senza avere di contro un servizio da parte dell’Ente erogatore.

     

    L’i.v.a. è i’Imposta sul Valore Aggiunto. Viene calcolata sugli acquisti di varia natura. Con percentuali diversificate a seconda della tipologia di beni o servizi acquistati. Il pagamento di tale imposta, non da diritto a nulla, ma alimenta le casse dello Stato.

     

    La Tassa invece è legata ad una prestazione/servizio da parte di un ente pubblico ai cittadini. La troviamo quindi – ad esempio – sulle Concessioni governative, i servizi aeroportuali o marittimi, nelle Licenze…

     

    Ora: cos’è la T.A.R.S.U.? (O la T.I.A. – Tassa Igiene Ambientale) E’ una imposta – e non una tassa – in quanto è stato stabilito per legge  che “il presupposto impositivo non è il servizio prestato dal Comune, ma la potenziale attitudine a produrre rifiuti da parte dei soggetti detentori degli spazi”. L’importo da pagare quindi, non è commisurato ai rifiuti realmente prodotti, ma alla quantità degli spazi occupati. Per questa ragione questa “tassa” ha natura di Imposta.

     

    Si può legalmente calcolare una imposta su un’altra imposta? Assolutamente no. Per Legge. Eppure da anni, proprio sulla Tassa Smaltimento Rifiuti, in molte occasioni i Comuni hanno calcolato – e calcolano ancora – l’Imposta sul Valore Aggiunto: l’i.v.a.

     

    C’è voluta una recente sentenza della Corte di Cassazione ed una successiva della Corte Costituzionale per vedere allineati a livello Europeo i Diritti dei cittadini Italiani sul pagamento – illegale – di questa stramba imposta sull’imposta.

     

    E’ stato calcolato peraltro, che il rimborso medio per ogni famiglia, calcolato sugli ultimi dieci anni di i.v.a. incongruamente pagata ai Comuni, sia di circa 350 euro. Una bella sommetta.

     

    Cosa fare per ottenere il rimborso:

     

    • Se non avete nulla che provi il versamento dell'Iva perché avete solo I bollettini, usateli comunque senza indicare gli importi dell'Iva versata.
    • Se negli ultimi 10 anni è cambiato il gestore del servizio, ad esempio siete passati dal versamento al comune a quello all'ente municipalizzato, inviate due richieste separate per i rispettivi periodi di competenza.
    • La prescrizione per la richiesta di rimborso dell'Iva è di 10 anni, ma potete bloccare questo termine inviando il modulo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
    • Il comune o gli altri enti a cui avete pagato la Tarsu hanno 90 giorni per rispondere alla vostra richiesta di rimborso. Se non rispondono vale il principio del "silenzio diniego".
    • Potete presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011, ovviamente più aspettate più slittano i termini di prescrizione. In pratica entro il 2009 potete chiedere il rimborso fino al 1999, dal 2010 potete risalire al 2000 e così via.

    Cosa fare se negano il rimborso
    Se l'Ente non riconosce la sentenza della Corte costituzionale e vi nega il rimborso, o non risponde, potete presentare un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Potete farlo come singolo contribuente se il valore della causa risulti inferiore a 2.582,28 euro. Al di sopra di questa cifra è necessario farsi assistere da un avvocato. Per fare ricorso alla commissione avete 60 giorni di tempo dal momento in cui ricevete la risposta negativa dell'ente o dal termine dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.

     

    (Questo iter è consigliato dall’Organizzazione Nazionale a sostegno dei Consumatori: Altroconsumo)

     

    Una volta in più, si “scopre” per puro caso una aberrazione: la stessa Legge infatti, decreta che l’imposta sui rifiuti non può essere gravata da imposta. Ma i Comuni sempre più spesso, fanno orecchie da mercante. Contano sull’ignoranza legislativa della gente comune che dovrebbe invece avere il sacrosanto Diritto di non dover essere oltre che cittadini, avvocati, giuristi e commercialisti per comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

     

    Inoltre, ancora una volta una informazione importante come questa, viene completamente dribblata dai mezzi di Comunicazione di Stato: nessuna televisione o testata nazionale si è profusa in spiegazioni dettagliate e chiarimenti.

     


     


    September 15

    Influenza suina e vaccini...

    Dico no ai vaccini e spiego perché
    Romina Power   
    Romina PowerLettera di Romina Power ai ministri: "Dico no ai vaccini e vi spiego perché".

    Alla cortese attenzione del Ministro della Salute, On. Maurizio Sacconi e del Vice Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.

    Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro. Vi scrivo in merito alla supposta "pandemia" A/H1N1, meglio nota come "febbre suina". Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l'Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all'inizio del 2010. Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all'opportunità della campagna di vaccinazione.
    1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell'influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta. E mentre l'influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato "soltanto" poco più di 700 decessi in tutto il mondo.
    2. E' perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.
    3. Gravissime accuse contro l'OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.
    4. L'ingiunzione dell'affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell'epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa. Sulla base dell'ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un'ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani. Per quanto le gravissime accuse mosse contro l'OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di "buttarsi a pesce" nell'avventura di una vaccinazione di massa.
    5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che "nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione".
    6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell'OMS.
    7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l'acquisto dei vaccini ammonterebbe a "poche centinaia di milioni di euro". Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in "periodi di magra" come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese! Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l'A/H1N1 indicata dall'OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell'OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell'eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa. Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate. Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto. Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo. Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina - preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio "terrorismo mediatico")- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di "militarizzazione" della sanità e di recare danno alla salute della popolazione. Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

    Romina Power
    September 10

    Tre comitati scrivono al Presidente della repubblica dopo al sua visita in Abruzzo

    Lettera dei terremotati a Napolitano: «La verità è che restiamo senza case»

    «Dopo cinque mesi non sappiamo dove passeremo l'inverno e gli alberghi sono già pieni di sfollati»

     

    Caro Presidente,

    le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l'hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, “fiducia e gente sorridente” che “crede molto nelle istituzioni”. Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro.

    E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono.

    Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E' poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme.

    Ma sulla strada che dall'Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E' il Piano C.A.S.E. (Comitati Antisismici Sostenibili Ecompatibili), voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell'istituzione Governo, convertito in legge dall'istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell'istituzione Regione Abruzzo e con l'avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell'Aquila. E questa è tutta un'altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario.

    Il Piano era già pronto, ambizioso e innovativo: per la prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o container ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente case vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa.

    Così 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante, lontane negli alberghi della costa abruzzese, perché tutti, in autunno, avrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della propria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C.A.S.E.. Ma, caro Presidente, non è andata così. Non gliel'hanno detto?

    Le tende hanno cominciato a toglierle davvero, solo che le case danneggiate non sono state riparate e le C.A.S.E., quando saranno tutte consegnate (dicembre? febbraio? aprile?), non basteranno. Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in caserma o in albergo - la destinazione viene comunicata poco prima in modo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell'aquilano sono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere piazzate in altri territori e province. Chi ha la fortuna di avere ancora lavoro a L'Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi – pare – messi a disposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno lì in attesa degli eventi.

    Questa è la storia di una devastazione annunciata, caro Presidente. Lo smembramento delle comunità, praticato all'indomani del terremoto, viene proseguito dopo cinque mesi e perpetuato in quelli a venire. Perché non si è saputo e non si è voluto dare priorità alla ricostruzione ma alla costruzione del nuovo. E poi l'antico adagio resta valido: divide et impera. Se vuoi comandare sulle persone, tienile separate. Nei campi tenda, dove le persone per forza stanno insieme, è vietato distribuire volantini, è vietato riunirsi e discutere liberamente. I diritti e le libertà costituzionali, caro Presidente.

    Con tutte le nostre forze, da subito, abbiamo chiesto alle istituzioni che venissero risparmiate sofferenze, denaro pubblico e le bellezze del territorio, ricorrendo a case di legno, prefabbricati e simili. Soluzioni rapide (4 settimane per averle pronte), economiche (un terzo di una C.A.S.A.), dignitose, sicure, che permettono di restare vicini nel proprio territorio da ricostruire e che possono essere rimosse quando non serviranno più. Ma non c'è stato nulla da fare. Le istituzioni non hanno voluto ascoltare.
    Bisogna costruire le nuove C.A.S.E. 24 ore al giorno, spendendo tutti i soldi che ci sono davvero - oltre 700 mil. di euro - e usando pure quelli donati dagli italiani. Tirando su, in tutta fretta, insediamenti che saranno definitivi, dove capita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri di prossimità ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con l'inverno alle porte, è fermo. Il riparabile non viene riparato, il centro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perché?

    Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via. Accettare che, almeno per un po', a L'Aquila non è possibile tornare. Ma se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto, diventerà progressivo e definitivo se qualcosa di importante non cambierà e subito.
    Tutto questo l'abbiamo denunciato, chiesto, urlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto questo nessuno le ha detto nulla? Perché nemmeno una perplessità, un dubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte?

    Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni. Eppure si sbaglia, caro Presidente, perché di fiducia non ce n'è più. La supponenza, l'arroganza, l'ignoranza, la complicità, gli interessi inconfessabili, l'incapacità e l'inettitudine logorano la fiducia nelle istituzioni. Come pure il silenzio.

    Comitato Rete-Aq, Campagna 100%,

    Ricostruzione – Trasparenza – Partecipazione


    September 04

    Terremoto: Ciò ke in TV non si dice...

    SI SMANTELLANO LE TENDOPOLI PER DARE L’IMMAGINE CHE GLI SFOLLATI NON CI SIANO PIU’, MA I CONTI SONO SBALLATI… LE CASE PREFABBRICATE NON SONO PRONTE E SONO MONOLOCALI  DOVE NON SI POSSONO STIPARE 5 PERSONE… ALLA FINE NE NASCONDERANNO 2.000 IN CASERMA  E GLI ALTRI IN ALBERGO….RABBIA  DEGLI SFOLLATI CHE IN TV NON VI FANNO VEDERE..
    Due sere fa, al Tg5, va in onda il solito servizio celebrativo, dedicato ai terremotati dell’Aquila: primo piano delle nuove casette prefabbricate, voce fuori campo che informa che si stanno smantellando le tendopoli, che a fine settembre non ci saranno più e che gli sfollati entreranno nelle prime case predisposte e l’operazione si concluderà entro novembre.
    Tutti felici e contenti, insomma: conclude Bertolaso, dicendo che tutto procede secondo programma.
    Nessuna intervista ai terremotati, nessuna domanda su dove verranno alloggiate le persone fino a fine anno.
    Ma le cronache locali rivelano una situazione ben diversa, un’ira in aumento tra i terremotati e persino tra quelli delle tende e quelli alloggiati negli alberghi della costa, conti sballati che non tornano, liti con chi costruisce le casette, e soluzioni di emergenza in vista.
    Perché i lavori fervono, ma gli errori stanno a monte, nella gestione politica post terremoto, in cui sono fatte promesse al solo scopo di guadagnare consensi. E i nodi vengono al pettine.
    Il governo ha la necessità di far sparire le tendopoli per poter dimostrare che il problema terremotati è stati risolto, ma nessuno sa dove sistemarli.
    Facciamo parlare i dati ufficiali, quelli di Bertolaso, così da evitare accuse di pregiudizio. Le aree di accoglienza, leggi tendopoli, sono 125, come sempre.
    All’interno vi sarebbero 16.320 sfollati ( un 600 in meno che hanno potuto rientrare nelle case, rispetto a un paio di mesi fa).
    Negli alberghi della costa invece sono 25.918 ( contro gli originali 26.111).
    Totale 42.238 sfollati.
    A cui devono aggiungersi coloro che sono ospiti di parenti o che hanno trovato un’autonoma sistemazione temporanea: si arriva oltre i 50.000 in pratica.
    Il governo cosa sta costruendo? Esattamente 4.500 casette che in origine sarebbero state destinate a 11.000 terremotati, saliti ora a 15.000.
    Queste casette, secondo i programmi ultimi, saranno pronte entro dicembre, quindi da qui a Natale non sono pronte, se non gradualmente, e nelle tende si va sotto lo zero, come abbiamo sempre sostenuto.
    Inutile ricordare che all’inizio il premier aveva promesso “tutte le case” pronte entro il 10 settembre. Sorvoliamo…Veniamo ad oggi.
    Primo ostacolo: le 4.500 case prevedono monolocali e non si possono infilare a forza in una stanza dalle 3 alle 5 persone, ma nessuno lo aveva valutato.
    Bertolaso ha chiesto allora alle ditte di costruire di predisporre anche bi-trilocali e giustamente le aziende hanno risposto che i preventivi erano per monolocali e i pezzi ordinati pure, quindi non è possibile mutare un’opera in corso.
    Soluzione? Ordinare altre piastre e costruire altre case a trattativa privata, fuori appalti e gare insomma, coi rischi che ne derivano.
    Se anche a Natale tutte fossero costruite in ogni caso potranno ospitare al massimo 15.000 sfollati, ma solo quelli con case classificate con categoria E ed F sono 36.000, quindi 21.000 restano col culo a terra e altri 15.000 negli alberghi della costa.
    Ci sono progetti per ottenere 4.000 alloggi in case libere, ma quando c’è di mezzo un proprietario sappiamo come vanno a finire alle lunghe certe cose, un altro progetto per recuperare 7.000 posti in 2.300 casette da costruire nei paesi vicini, ma siamo agli inizi.
    La cosa più probabile l’ha ammessa sottovoce lo stesso Bertolaso, pressato per far chiudere le tendopoli che non fanno buona pubblicità al governo: 2.000 sfollati verranno trasferiti nella caserma di Coppito e gli altri negli alberghi della costa, così non li vede nessuno.
    Una domanda sorge spontanea: se c’erano 2.000 posti in caserma, perché non li hanno sistemati subito lì, invece che farli vivere per mesi tra sole, freddo e pioggia nelle tende?
    Forse perché qualcuno ha voluto un G8 a Coppito, quando si poteva fare alla Maddalena, senza arrecare ulteriori disagi a gente che ne ha già abastanza?
    Magari si sarebbe perso uno spottone, ma certamente i lavori sarebbero andati avanti più speditamente e non si sarebbero spesi altri quattrini per rifare le strade per i potenti del mondo.
    A proposito: vi ricordate quando ci dissero che fare il G8 all’Aquila invece che alla Maddalena avrebbe costituito un risparmio di 200 milioni?
    Avete mai visto poi uno straccio di bilancio delle spese che avallasse questa teoria del risparmio? Nemmeno a parlarne!!!
    Ora i terremotati finiranno a Coppito, a testimonianza del “clima da caserma” che c’e’ ormai in Italia.
    E dopo aver detto un mese fa che costa troppo mantenere gli sfollati in albergo, ora il povero Bertolaso deve ammettere che portarne altri è l’unica soluzione perseguibile per chiudere le tendopoli.
    Se è vero che un terremotato in albergo costa al giorno allo Stato la metà di uno in
    tenda, perché non li abbiamo trasferiti subito tutti sulla costa?
    Misteri gaudiosi della “politica immagine”.

    La casa delle meraviglie!!!

     
     
    Spero ke molti altri prendano esempio da questo signore....
    September 03

    Tende..fuori chi ha casa A....

    L’AQUILA. Entro il 6 settembre chi ha la casa A deve lasciare le tendopoli. Lo ha ribadito ieri il capo della protezione civile, Guido Bertolaso nell’ambito del progetto di smantellamento dei campi di accoglienza. Al momemto sono circa seimila le persone cui si deve ancora trovare un tetto. Infatti, stando ai numeri attuali, le persone assistite sono 42.238 di cui 16.320 nelle tendopoli e 16.351 negli hotel.

    IL COMPUTO. In tutto circa 33mila persone cui vanno sottratti 9.567 aquilani già sistemati in case. La Protezione civile ritiene di poter sistemare 18mila persone nelle casette antisismiche, scuola della Finanza e in altre soluzioni abitative. A questo punto, per non tenere più nessuno nelle tendopoli, restano poco più di 15mila persone ma di queste, almeno ottomila, in maggioranza anziani, resteranno fino alla primavera del 2010 negli alberghi della costa adriatica. Rimangono, grosso modo, da sistemare circa seimila sfollati. Alcuni di questi, per lo più stranieri che sono in tendopoli, secondo quanto si è appreso non potranno beneficiare di assistenza in quanto abusivi e senza requisiti. Gli altri andranno negli hotel aquilani aperti, nelle altre abitazioni in muratura che man mano si libereranno e nella caserma Pasquali.

    NUOVE CASE. L’ipotesi che è circolata ieri, e che attende conferme, prevede la realizzazione di altre venti piastre, in ognuna delle quali si calcola si possano costruire 500 bilocali che dovrebbero ospitare un migliaio di persone per una spesa di 40 milioni. Le nuove costruzioni, se si faranno, si aggiungono a quelle che sono in corso di edificazione in 19 siti della città con le quali si vuole dare un tetto a 15mila persone ripartite in 4500 alloggi.

    I SITI. Al momento, per ovvie ragioni, non sono stati indicati siti dove potrebbero essere aperti i cantieri. Ma è molto probabile che si possa trattare degli stessi nei quali è stato occupato già dall’inizio più spazio di quello necessario alle esigenze. Una di queste aree, secondo alcune indiscrezioni, può essere quella di Coppito.

    LA DECISIONE. Non si tratta di una decisione facile da prendere. Infatti se ci sono delle indicazioni, soprattutto da parte della Protezione civile in tal senso, ci sono anche le resistenze del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che fino a ieri si era espresso negativamente su questa eventualità. Cialente aveva chiesto case mobili per tamponare l’emergenza scattata per l’insufficienza di case in rapporto al numero di richieste da parte degli sfollati. Infatti, il primo cittadino del capoluogo di regione ha sempre sostenuto che realizzare altre case antisismiche equivaleva a snaturare la città. Della stessa opinione, del resto, anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane e il deputato Giovanni Lolli, i quali hanno sempre manifestato la netta preferenza per le casette mobili, ovvero quelle con le ruote. Alla base di questa preferenza i tre politici aquilani pongono pure il fatto che in tal modo molta gente, soprattutto più anziana quelle che risiede nelle frazioni, avrebbe la possibilità di non allontanarsi dai luoghi nei quali è sempre vissuta. E sempre gli stessi amministratori hanno sostenuto che oltre a costruire sarebbe il caso di concordare un buon piano di ricostruzione.

    CASE AGIBILI. Lo svuotamento delle tendopoli che è in corso parte anche dalla considerazione che il 6 settembre, ovvero fra tre giorni, tutti coloro che hanno una abitazione di tipo A, ovvero agibile, dovranno lasciare i campi sfollati. Si tratta di una decisione che è stata già resa nota nei giorni scorsi dal prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli nel corso di un incontro che ha tenuto nel campo sfollati di Murata Gigotti a Coppito. Orientamento che è stato ribadito con forza dalla Protezione civile. E questo provedimento dovrebbe essere valido anche per coloro che ancora non hanno in funzione l’impianto per il gas metano visto che sono in corso lavori che in breve dovrebbero garantire l’erogazione a tutti in tempi brevi. Lo stesso Gabrielli ha dichiarato di comprendere che alcuni possono avere paura di tornare nelle loro case in muratura con il rischio obiettivo di altre scosse ma anche che bisogna cercare di tornare alla normalità. Il prefetto, in quella riunione, ha anche annunciato che nelle scuole ci saranno molte esercitazioni antisismiche per preparare ipotetiche evacuazioni.

    La tendopili kiude: l'ira degli sfollati...

    La notizia rimbalza di tenda in tenda. "Ci mandano via, ci deportano come gli ebrei". C'è paura, nella tendopoli di piazza d'Armi. "Per ora - raccontano alcuni sfollati in attesa del pranzo in mensa - non ci sono conferme ufficiali, solo annunci di prossime riunioni. Ma noi sfollati abbiamo già capito che qui stanno smobilitando tutto. Ci sono già i primi segnali: hanno smontato alcuni bagni e lavandini e altri servizi. E poi - ecco un altro segnale - sono arrivate le televisioni, come se sapessero che sta per succedere qualcosa. In tenda si sta male ma fuori si può stare peggio. C'è già chi minaccia di incatenarsi da qualche parte per non farsi deportare. Le voci sono tante. "Ci portano nella caserma della Guardia di Finanza, quella del G8". "Ci faranno entrare a forza nelle nostre case anche se ancora le scosse non si sono fermate". Dopo cinque mesi di tenda dovremo finire nelle camerate di una caserma?".

    La conferma arriva dopo pochi minuti. "Parte oggi pomeriggio - annuncia Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile - lo smantellamento delle tendopoli dell'Aquila. Si comincia con piazza d'Armi. Non sarà un intervento drastico ma un alleggerimento progressivo fino allo smontaggio definitivo".

    E dove andranno gli ex ospiti? Bertolaso si mostra sicuro. "Ci hanno chiesto di dare un tetto agli aquilani e così stiamo facendo. I 18.000 aquilani che hanno avuto la casa inagibile saranno sistemati nelle nuove case antisismiche mentre il resto degli sfollati - le cui abitazioni richiedono interventi minori - sarà ospitato nei residence, negli alberghi e anche negli alloggi della Guardia di Finanza".

    Per quanto riguarda i tempi dei lavori per la costruzione delle abitazioni antisismiche, il sottosegretario ribadisce che "a dispetto delle critiche siamo nel rispetto dei programmi". E aggiunge: "A L'Aquila ci sono ottomila operai che lavorano, giorno e notte, per cinquanta imprese in 45 cantieri dove si stanno costruendo case, moduli abitativi e scuole, che inizieranno regolarmente il 21 settembre. Dunque - conclude - a quelli che dicono che l'Aquila è ferma rispondo che oggi L'Aquila è il più grande cantiere d'Italia, dove si rispettano tutte le norme di sicurezza sul lavoro".

    Solo Bertolaso comunque si mostra sicuro. Il sindaco Massimo Cialente e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane denunciano che le case non basteranno per tutti e le famiglie che non avranno un tetto non potranno nemmeno mandare a scuola i loro figli. Fra coloro che hanno la casa agibile molti non sono rientrati perché le scosse continuano a fare paura.

    Chi ha l'abitazione B o C, che necessita di "piccoli interventi", ha scoperto che per i lavori servono ancora molti mesi. Per tanti l'unica prospettiva è un hotel sulla costa fino alla prossima primavera.

    E il premier continua a dire ke va tutto bene.....
    September 01

    Le Frecce a Tripoli....

    Allora cari amici miei...ho intitolato il topic con una domanda...alla quale gradirei risposte motivate...prima , però, mi pare doveroso illustrare la questione...ke mi sta particolarmente a cuore dal momento ke nutro una passione sfrenata per l'aeronautica....e un amore viscerale per la PAN...fiore all'okkiello delle nostre forze armate....la pattuglia acrobatica più bella del mondo....(e potrei continuare..ma potrei annoiarvi....)
    dunque...il fatto è questo:
    Gheddafi, per festeggiare i 40 anni della sua "Leadership" (leggasi pure DITTATURA!!!!) in Libia...vuole ke le nostre amatissime Frecce Tricolori si esibiscano nella parata ke ha organizzato...e come se questo non fosse già una rikiesta assurda per una nazione come la nostra ke si definisce DEMOCRATICA....vuole pure ke invece del bandierone...(ovvero la scia lunga 12 km fatta coi fumi tricolori....) sia fatto tutto di verde.....unico colore ke caratterizza la bandiera libica, e ke la rende anke l'unica al mondo, fatta di un solo colore e priva di qualsiasi segno o stemma....
    Il Ten. Col. Massimo Tammaro ( a mio avviso l'unica persona con un pò di buonsenso...), comandante della PAN, ha rifiutato...e lo credo bene....e il governo libico ha sospeso le prove dell'esibizione....
    quello ke dico io....ma skerziamo....la PAN è il nostro orgoglio....forse più grande....vedere la bandiera Italiana librarsi nell'aria coi fumi colorati, e rimanerci per minuti interi fino a dissolversi completamente è una delle emozioni più belle....ke risveglia in ognuno il senso di appartenenza ke solo la bandiera può dare....
    mai e poi mai le NOSTRE frecce formeranno una bandiera ke non sia il tricolore italiano...
    se Gheddafi vuole la bandiera coi fumi..si crei la sua pattuglia acrobatica....e lasci in pace la nostra....!!!!!!!!!!!!!!
    ma il quesito di fondo...è....E' GIUSTO KE LA PAN PARTECIPI ALLA PARATA DI UN DITTATORE....BOICOTTATA DA TUTTE E DICO TUTTE LE NAZIONI D'EUROPA....PERFINO PUTIN (altro personaggino perbene...) HA FATTO SAPERE KE NON PARTECIPERA'.....E IL NOSTRO PREMIER KE FA???? INVECE DI ANDARE LUI DI PERSONA....(e ci mankerebbe....) MANDA LE FRECCE TRICOLORI A RENDERE OMAGGIO A GHEDDAFI?????? scusate la rabbia ma sono furiosa....davvero....ci rende ridicoli!!!!!!!!!! agli okki del mondo intero...sapete cosa penso di lui per cui non mi ripeto...spero solo ke gli italiani capiscano ke così non si può continuare....destra o sinistra...non c'entrano...è la persona ke non va bene...un vekkio rimbambito...ke va con le ragazzine....e ke governa una grande nazione come l'Italia!!!!!!!!!! (scusate di nuovo...non mi sono potuta trattenere...)
    attendo risposte....
    smackk!!!