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October 20 Appello dalla tendopoli...
Questo è l'appello accorato del blog di Miss Kappa a far circolare questa richiesta d'aiuto.
"" URGENTISSIMO Domani rientrerò a L'Aquila. Nella casa presa in affitto. Sarò di nuovo in prima linea. Per qualche giorno avrò difficoltà di connessione. Vi lascio un messaggio importantissimo. Fatelo girare più che potete. Aiutateci. Gli attendati hanno bisogno della solidarietà di tutti gli Italiani. Visto che dal Governo e dalle amministrazioni locali non arriva. OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA È EMERGENZA UMANITARIA Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere. A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma. Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato. Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende. Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.La maggior parte degli Aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare. Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili. Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città. Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere. Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi. Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà. Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni. Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà. E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli. Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma. Un'altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite. Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero. Per donazioni e contatti: emergenzaottobre2009@gmail.com 339.19 32 618 - 347. 03 43 505 per ulteriori informazioni aggiungo il mio numero 348. 30 55 965 "" October 08 Aiuti per le aziende abruzzesi del dopo terremotCodacons: Un aiuto concreto ai piccoli imprenditori e agli artigiani de L'Aquila Nasce il portale di e-commerce per i prodotti del territorio aquilano E' stato inaugurato il sito web attraverso il quale 53 aziende abruzzesi proporranno in tutto il mondo i loro prodotti di artigianato ed enogastronomia tipica del territorio, reagendo in modo concreto ed efficace alla crisi del settore generata dal recente terremoto."Okabruzzo.it - l'aquila vola a casa tua" è un negozio su internet con un catalogo di oltre 700 offerte relative a prodotti locali: dalla Mortadella di Campotosto al Pecorino Canestrato di Castel del Monte, dal Prosciutto nero d'Abruzzo alla Cicerchia Di Castelvecchio, passando per i Tozzetti d'Abruzzo e per la Farina di farro di S. Stefano di Sessanio. Ma su questo portale è possibile trovare anche ceramiche, centrotavola, piatti e altra oggettistica tipica aquilana. "Attraverso il web si vuole creare un canale commerciale alternativo, capace di favorire non solo la sopravvivenza ma anche la crescita delle diverse attività produttive aquilane , messe in ginocchio dal terremoto - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che assieme al Comitas ha promosso l'iniziativa - garantendo al tempo stesso la serietà e la genuinità dei produttori". E' stato possibile realizzare l'iniziativa grazie al sostegno ottenuto da Monopoli di Stato, Sisal e Mkt121, con il patrocinio della Provincia dell'Aquila, la Collaborazione di Confindustria, Confartigianato e CNA che insieme hanno creduto alla possibilità di trasformare una calamità in una opportunità, riuscendo a stimolare le aggregazioni in filiera e l'innovazione ICT per raggiungere mercati altrimenti irraggiungibili. Fondamentale il contributo di Poste Italiane che ha garantito la consegna gratuita in tutta Italia entro 24 ore per pacchi fino a trenta chili. "Noi tuteliamo le piccole aziende anche in questo modo, con impegni positivi e reali - conclude Rienzi - l'attività aquilana enogastronomica e dell'artigianato artistico è davvero molto interessante e il nostro obiettivo e proprio quello di farla scoprire e rivalutare creando benefici immediati e prospettive concrete". I dettagli dell'iniziativa sul sito: www.okabruzzo.it September 23 IVA non dovuta sulla tassa sui rifiuti...rimborso...
September 15 Influenza suina e vaccini...
September 10 Tre comitati scrivono al Presidente della repubblica dopo al sua visita in AbruzzoLettera dei terremotati a Napolitano: «La verità è che restiamo senza case»«Dopo cinque mesi non sappiamo dove passeremo l'inverno e gli alberghi sono già pieni di sfollati»
Caro Presidente, E' vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l'inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po' più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono. September 04 Terremoto: Ciò ke in TV non si dice...SI SMANTELLANO LE TENDOPOLI PER DARE L’IMMAGINE CHE GLI SFOLLATI NON CI SIANO PIU’, MA I CONTI SONO SBALLATI… LE CASE PREFABBRICATE NON SONO PRONTE E SONO MONOLOCALI DOVE NON SI POSSONO STIPARE 5 PERSONE… ALLA FINE NE NASCONDERANNO 2.000 IN CASERMA E GLI ALTRI IN ALBERGO….RABBIA DEGLI SFOLLATI CHE IN TV NON VI FANNO VEDERE..
Due sere fa, al Tg5, va in onda il solito servizio celebrativo, dedicato ai terremotati dell’Aquila: primo piano delle nuove casette prefabbricate, voce fuori campo che informa che si stanno smantellando le tendopoli, che a fine settembre non ci saranno più e che gli sfollati entreranno nelle prime case predisposte e l’operazione si concluderà entro novembre. Tutti felici e contenti, insomma: conclude Bertolaso, dicendo che tutto procede secondo programma. Nessuna intervista ai terremotati, nessuna domanda su dove verranno alloggiate le persone fino a fine anno. Ma le cronache locali rivelano una situazione ben diversa, un’ira in aumento tra i terremotati e persino tra quelli delle tende e quelli alloggiati negli alberghi della costa, conti sballati che non tornano, liti con chi costruisce le casette, e soluzioni di emergenza in vista. Perché i lavori fervono, ma gli errori stanno a monte, nella gestione politica post terremoto, in cui sono fatte promesse al solo scopo di guadagnare consensi. E i nodi vengono al pettine. Il governo ha la necessità di far sparire le tendopoli per poter dimostrare che il problema terremotati è stati risolto, ma nessuno sa dove sistemarli. Facciamo parlare i dati ufficiali, quelli di Bertolaso, così da evitare accuse di pregiudizio. Le aree di accoglienza, leggi tendopoli, sono 125, come sempre. All’interno vi sarebbero 16.320 sfollati ( un 600 in meno che hanno potuto rientrare nelle case, rispetto a un paio di mesi fa). Negli alberghi della costa invece sono 25.918 ( contro gli originali 26.111). Totale 42.238 sfollati. A cui devono aggiungersi coloro che sono ospiti di parenti o che hanno trovato un’autonoma sistemazione temporanea: si arriva oltre i 50.000 in pratica. Il governo cosa sta costruendo? Esattamente 4.500 casette che in origine sarebbero state destinate a 11.000 terremotati, saliti ora a 15.000. Queste casette, secondo i programmi ultimi, saranno pronte entro dicembre, quindi da qui a Natale non sono pronte, se non gradualmente, e nelle tende si va sotto lo zero, come abbiamo sempre sostenuto. Inutile ricordare che all’inizio il premier aveva promesso “tutte le case” pronte entro il 10 settembre. Sorvoliamo…Veniamo ad oggi. Primo ostacolo: le 4.500 case prevedono monolocali e non si possono infilare a forza in una stanza dalle 3 alle 5 persone, ma nessuno lo aveva valutato. Bertolaso ha chiesto allora alle ditte di costruire di predisporre anche bi-trilocali e giustamente le aziende hanno risposto che i preventivi erano per monolocali e i pezzi ordinati pure, quindi non è possibile mutare un’opera in corso. Soluzione? Ordinare altre piastre e costruire altre case a trattativa privata, fuori appalti e gare insomma, coi rischi che ne derivano. Se anche a Natale tutte fossero costruite in ogni caso potranno ospitare al massimo 15.000 sfollati, ma solo quelli con case classificate con categoria E ed F sono 36.000, quindi 21.000 restano col culo a terra e altri 15.000 negli alberghi della costa. Ci sono progetti per ottenere 4.000 alloggi in case libere, ma quando c’è di mezzo un proprietario sappiamo come vanno a finire alle lunghe certe cose, un altro progetto per recuperare 7.000 posti in 2.300 casette da costruire nei paesi vicini, ma siamo agli inizi. La cosa più probabile l’ha ammessa sottovoce lo stesso Bertolaso, pressato per far chiudere le tendopoli che non fanno buona pubblicità al governo: 2.000 sfollati verranno trasferiti nella caserma di Coppito e gli altri negli alberghi della costa, così non li vede nessuno. Una domanda sorge spontanea: se c’erano 2.000 posti in caserma, perché non li hanno sistemati subito lì, invece che farli vivere per mesi tra sole, freddo e pioggia nelle tende? Forse perché qualcuno ha voluto un G8 a Coppito, quando si poteva fare alla Maddalena, senza arrecare ulteriori disagi a gente che ne ha già abastanza? Magari si sarebbe perso uno spottone, ma certamente i lavori sarebbero andati avanti più speditamente e non si sarebbero spesi altri quattrini per rifare le strade per i potenti del mondo. A proposito: vi ricordate quando ci dissero che fare il G8 all’Aquila invece che alla Maddalena avrebbe costituito un risparmio di 200 milioni? Avete mai visto poi uno straccio di bilancio delle spese che avallasse questa teoria del risparmio? Nemmeno a parlarne!!! Ora i terremotati finiranno a Coppito, a testimonianza del “clima da caserma” che c’e’ ormai in Italia. E dopo aver detto un mese fa che costa troppo mantenere gli sfollati in albergo, ora il povero Bertolaso deve ammettere che portarne altri è l’unica soluzione perseguibile per chiudere le tendopoli. Se è vero che un terremotato in albergo costa al giorno allo Stato la metà di uno in tenda, perché non li abbiamo trasferiti subito tutti sulla costa? Misteri gaudiosi della “politica immagine”. La casa delle meraviglie!!!Spero ke molti altri prendano esempio da questo signore.... September 03 Tende..fuori chi ha casa A....L’AQUILA. Entro il 6 settembre chi ha la casa A deve lasciare le tendopoli. Lo ha ribadito ieri il capo della protezione civile, Guido Bertolaso nell’ambito del progetto di smantellamento dei campi di accoglienza. Al momemto sono circa seimila le persone cui si deve ancora trovare un tetto. Infatti, stando ai numeri attuali, le persone assistite sono 42.238 di cui 16.320 nelle tendopoli e 16.351 negli hotel. IL COMPUTO. In tutto circa 33mila persone cui vanno sottratti 9.567 aquilani già sistemati in case. La Protezione civile ritiene di poter sistemare 18mila persone nelle casette antisismiche, scuola della Finanza e in altre soluzioni abitative. A questo punto, per non tenere più nessuno nelle tendopoli, restano poco più di 15mila persone ma di queste, almeno ottomila, in maggioranza anziani, resteranno fino alla primavera del 2010 negli alberghi della costa adriatica. Rimangono, grosso modo, da sistemare circa seimila sfollati. Alcuni di questi, per lo più stranieri che sono in tendopoli, secondo quanto si è appreso non potranno beneficiare di assistenza in quanto abusivi e senza requisiti. Gli altri andranno negli hotel aquilani aperti, nelle altre abitazioni in muratura che man mano si libereranno e nella caserma Pasquali. NUOVE CASE. L’ipotesi che è circolata ieri, e che attende conferme, prevede la realizzazione di altre venti piastre, in ognuna delle quali si calcola si possano costruire 500 bilocali che dovrebbero ospitare un migliaio di persone per una spesa di 40 milioni. Le nuove costruzioni, se si faranno, si aggiungono a quelle che sono in corso di edificazione in 19 siti della città con le quali si vuole dare un tetto a 15mila persone ripartite in 4500 alloggi. I SITI. Al momento, per ovvie ragioni, non sono stati indicati siti dove potrebbero essere aperti i cantieri. Ma è molto probabile che si possa trattare degli stessi nei quali è stato occupato già dall’inizio più spazio di quello necessario alle esigenze. Una di queste aree, secondo alcune indiscrezioni, può essere quella di Coppito. LA DECISIONE. Non si tratta di una decisione facile da prendere. Infatti se ci sono delle indicazioni, soprattutto da parte della Protezione civile in tal senso, ci sono anche le resistenze del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che fino a ieri si era espresso negativamente su questa eventualità. Cialente aveva chiesto case mobili per tamponare l’emergenza scattata per l’insufficienza di case in rapporto al numero di richieste da parte degli sfollati. Infatti, il primo cittadino del capoluogo di regione ha sempre sostenuto che realizzare altre case antisismiche equivaleva a snaturare la città. Della stessa opinione, del resto, anche la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane e il deputato Giovanni Lolli, i quali hanno sempre manifestato la netta preferenza per le casette mobili, ovvero quelle con le ruote. Alla base di questa preferenza i tre politici aquilani pongono pure il fatto che in tal modo molta gente, soprattutto più anziana quelle che risiede nelle frazioni, avrebbe la possibilità di non allontanarsi dai luoghi nei quali è sempre vissuta. E sempre gli stessi amministratori hanno sostenuto che oltre a costruire sarebbe il caso di concordare un buon piano di ricostruzione. CASE AGIBILI. Lo svuotamento delle tendopoli che è in corso parte anche dalla considerazione che il 6 settembre, ovvero fra tre giorni, tutti coloro che hanno una abitazione di tipo A, ovvero agibile, dovranno lasciare i campi sfollati. Si tratta di una decisione che è stata già resa nota nei giorni scorsi dal prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli nel corso di un incontro che ha tenuto nel campo sfollati di Murata Gigotti a Coppito. Orientamento che è stato ribadito con forza dalla Protezione civile. E questo provedimento dovrebbe essere valido anche per coloro che ancora non hanno in funzione l’impianto per il gas metano visto che sono in corso lavori che in breve dovrebbero garantire l’erogazione a tutti in tempi brevi. Lo stesso Gabrielli ha dichiarato di comprendere che alcuni possono avere paura di tornare nelle loro case in muratura con il rischio obiettivo di altre scosse ma anche che bisogna cercare di tornare alla normalità. Il prefetto, in quella riunione, ha anche annunciato che nelle scuole ci saranno molte esercitazioni antisismiche per preparare ipotetiche evacuazioni. La tendopili kiude: l'ira degli sfollati...La notizia rimbalza di tenda in tenda. "Ci mandano via, ci deportano come gli ebrei". C'è paura, nella tendopoli di piazza d'Armi. "Per ora - raccontano alcuni sfollati in attesa del pranzo in mensa - non ci sono conferme ufficiali, solo annunci di prossime riunioni. Ma noi sfollati abbiamo già capito che qui stanno smobilitando tutto. Ci sono già i primi segnali: hanno smontato alcuni bagni e lavandini e altri servizi. E poi - ecco un altro segnale - sono arrivate le televisioni, come se sapessero che sta per succedere qualcosa. In tenda si sta male ma fuori si può stare peggio. C'è già chi minaccia di incatenarsi da qualche parte per non farsi deportare. Le voci sono tante. "Ci portano nella caserma della Guardia di Finanza, quella del G8". "Ci faranno entrare a forza nelle nostre case anche se ancora le scosse non si sono fermate". Dopo cinque mesi di tenda dovremo finire nelle camerate di una caserma?". La conferma arriva dopo pochi minuti. "Parte oggi pomeriggio - annuncia Guido Bertolaso, il capo della Protezione civile - lo smantellamento delle tendopoli dell'Aquila. Si comincia con piazza d'Armi. Non sarà un intervento drastico ma un alleggerimento progressivo fino allo smontaggio definitivo". E dove andranno gli ex ospiti? Bertolaso si mostra sicuro. "Ci hanno chiesto di dare un tetto agli aquilani e così stiamo facendo. I 18.000 aquilani che hanno avuto la casa inagibile saranno sistemati nelle nuove case antisismiche mentre il resto degli sfollati - le cui abitazioni richiedono interventi minori - sarà ospitato nei residence, negli alberghi e anche negli alloggi della Guardia di Finanza". Per quanto riguarda i tempi dei lavori per la costruzione delle abitazioni antisismiche, il sottosegretario ribadisce che "a dispetto delle critiche siamo nel rispetto dei programmi". E aggiunge: "A L'Aquila ci sono ottomila operai che lavorano, giorno e notte, per cinquanta imprese in 45 cantieri dove si stanno costruendo case, moduli abitativi e scuole, che inizieranno regolarmente il 21 settembre. Dunque - conclude - a quelli che dicono che l'Aquila è ferma rispondo che oggi L'Aquila è il più grande cantiere d'Italia, dove si rispettano tutte le norme di sicurezza sul lavoro". Solo Bertolaso comunque si mostra sicuro. Il sindaco Massimo Cialente e la presidente della Provincia Stefania Pezzopane denunciano che le case non basteranno per tutti e le famiglie che non avranno un tetto non potranno nemmeno mandare a scuola i loro figli. Fra coloro che hanno la casa agibile molti non sono rientrati perché le scosse continuano a fare paura. Chi ha l'abitazione B o C, che necessita di "piccoli interventi", ha scoperto che per i lavori servono ancora molti mesi. Per tanti l'unica prospettiva è un hotel sulla costa fino alla prossima primavera. E il premier continua a dire ke va tutto bene..... September 01 Le Frecce a Tripoli....Allora cari amici miei...ho intitolato il topic con una domanda...alla quale gradirei risposte motivate...prima , però, mi pare doveroso illustrare la questione...ke mi sta particolarmente a cuore dal momento ke nutro una passione sfrenata per l'aeronautica....e un amore viscerale per la PAN...fiore all'okkiello delle nostre forze armate....la pattuglia acrobatica più bella del mondo....(e potrei continuare..ma potrei annoiarvi....) dunque...il fatto è questo: Gheddafi, per festeggiare i 40 anni della sua "Leadership" (leggasi pure DITTATURA!!!!) in Libia...vuole ke le nostre amatissime Frecce Tricolori si esibiscano nella parata ke ha organizzato...e come se questo non fosse già una rikiesta assurda per una nazione come la nostra ke si definisce DEMOCRATICA....vuole pure ke invece del bandierone...(ovvero la scia lunga 12 km fatta coi fumi tricolori....) sia fatto tutto di verde.....unico colore ke caratterizza la bandiera libica, e ke la rende anke l'unica al mondo, fatta di un solo colore e priva di qualsiasi segno o stemma.... Il Ten. Col. Massimo Tammaro ( a mio avviso l'unica persona con un pò di buonsenso...), comandante della PAN, ha rifiutato...e lo credo bene....e il governo libico ha sospeso le prove dell'esibizione.... quello ke dico io....ma skerziamo....la PAN è il nostro orgoglio....forse più grande....vedere la bandiera Italiana librarsi nell'aria coi fumi colorati, e rimanerci per minuti interi fino a dissolversi completamente è una delle emozioni più belle....ke risveglia in ognuno il senso di appartenenza ke solo la bandiera può dare.... mai e poi mai le NOSTRE frecce formeranno una bandiera ke non sia il tricolore italiano... se Gheddafi vuole la bandiera coi fumi..si crei la sua pattuglia acrobatica....e lasci in pace la nostra....!!!!!!!!!!!!!! ma il quesito di fondo...è....E' GIUSTO KE LA PAN PARTECIPI ALLA PARATA DI UN DITTATORE....BOICOTTATA DA TUTTE E DICO TUTTE LE NAZIONI D'EUROPA....PERFINO PUTIN (altro personaggino perbene...) HA FATTO SAPERE KE NON PARTECIPERA'.....E IL NOSTRO PREMIER KE FA???? INVECE DI ANDARE LUI DI PERSONA....(e ci mankerebbe....) MANDA LE FRECCE TRICOLORI A RENDERE OMAGGIO A GHEDDAFI?????? scusate la rabbia ma sono furiosa....davvero....ci rende ridicoli!!!!!!!!!! agli okki del mondo intero...sapete cosa penso di lui per cui non mi ripeto...spero solo ke gli italiani capiscano ke così non si può continuare....destra o sinistra...non c'entrano...è la persona ke non va bene...un vekkio rimbambito...ke va con le ragazzine....e ke governa una grande nazione come l'Italia!!!!!!!!!! (scusate di nuovo...non mi sono potuta trattenere...) attendo risposte.... smackk!!! August 31 Terremoto a L'Aquila, una madre contro i media: il bavaglio tra anziani morti e mutui da pagareIn principio fu MissKappa poi, già in periodo di ricostruzione, arrivò la lettera di Andrea Gattinoni a cui seguirono l'intervento del giornalista televisivo sul campo dal primo giorno del sisma e l'intervista a Mattia Lolli del Comitato 3e32 (lo stesso che creò lo slogan Yes we camp durante il G8). Oggi, a distanza di quasi 5 mesi da quella terribile notte, la testimonianza di una mamma raccolta a Fiuggi il 29 luglio scorso. Un racconto sconvolgente, che parla degli anziani che si lasciano morire per non essere di peso a nessuno, dei contributi mensili, degli espropri, dei mutui da pagare anche se la casa non esiste più. E ancora di gruppi di 5 persone considerati assembramenti da smantellare, della militarizzazione dei campi e del controllo della Protezione Civile. Riporto integralmente la lettera: "Tutto quello che viene trasmesso in televisione o è scritto sui giornali non corrisponde alla realtà. La stampa d'Italia ci appare imbavagliata". Pia é un fiume in piena e snocciola davanti alle famiglie allibite dati e situazioni paradossali: "Il contributo mensile per i single é di 200€, per una famiglia di 4 persone arriva a un massimo di 400€, le famiglie numerose non sono contemplate. Dal 1 gennaio ricominceremo a pagare le tasse e dovremo restituire il 100% di quanto non abbiamo pagato durante la sospensione. E per i mutui, possiamo rinegoziarli ma dobbiamo continuare a pagarli, anche se non abbiamo più la casa. A noi va ancora bene, avevamo solo due anni, ma ci sono famiglie che devono pagare dieci, quindici anni di mutuo per una casa che non hanno più". E poi ci sono gli espropri: per costruire le "piattaforme" (che Pia definisce "loculi", per le loro dimensioni-52mq- inadatte a una famiglia normale, peggio che mai per una numerosa) lo Stato può espropriare a suo piacimento. "Noi rischiamo di vederci espropriare un campo coltivabile che con la mancanza di lavoro che c'è è l'unica speranza di reddito". Servirebbero 13.000 piattaforme, dice Pia, ma ne verranno pronte 508, a novembre. "Non smaltelleranno i campi, ne resteranno 56. Dovremo passare l'inverno nelle tende. E qui la temperatura di notte scende sotto lo 0 già a partire da ferragosto." I campi sono recintati, per sicurezza, certo ma nelle grandi tende, da 6 18 posti letto, la situazione sta diventando invivibile. Nei campi tenda anche incontrarsi in 4, 5 amici diventa "un assembramento", che subito qualcuno viene a sciogliere: "siamo un paese militarizzato. Molti sono stati arrestati per sciacallaggio, mentre semplicemente cercavano di recuparare le loro cose. Non sapevano che dovessero sempre farsi accompagnare." Chi entrerà nelle piattaforme non ne diventerà proprietario, ma dovrà, in un secondo tempo, pagare un "affitto sociale". E a proposito di soldi Pia rivela: "In mano alla popolazione non ne sono arrivati: tutte le iniziative, dagli SMS al 48548, le raccolte fondi, concerti, partite di calcio... tutto viene incamerato dall'organo governativo della Protezione Civile. Il terremoto costa allo Stato 100€ al giorno per persona nelle tende. In albergo ne costa 48€. Una tenda della Protezione Civile costa 8.000€: quando saranno chiusi i campi verranno bruciate. Non è vero che ci sono il 72% di case agibili: hanno dato agibile di tipo 1 ad uso abitativo la nostra legnaia... ma in questo modo non avremo diritto ai "loculi". E così hanno risolto il problema di dare una casa per l'inverno a tante famiglie". C'è un' altra tragedia di cui non si parla: la catena di suicidi tra chi vive nelle tende, dove gli uomini si lasciano andare, travolti dall'angoscia di non avere un lavoro, una casa, non sapere quale futuro offrire alle loro famiglie. E gli anziani, che si lasciano morire per non essere di peso: "in un paese con meno di 3000 abitanti ne sono morti 38....". Non è bastato accendere i riflettori del mondo su L'Aquila con il G8 per dare una speranza di futuro alla gente aquilana, anzi: "Per il G8 sono stati spesi quasi 2 miliardi" dice Pia "e i lavori di sgombero e di ricostruzione sono stati sospesi per due mesi, non è stato permesso nemmeno a noi di fare lavori alle nostre case". Paradossi, assurdità, promesse,con la gente privata del lavoro, della casa ma anche della libertà e della dignità personale. "Alle prime scosse, il 6 aprile, con una magnitudo intorno al 4.6 siamo scesi tutti per strada. La gente del nostro vicolo era, molto spaventata, si rivolgeva a noi per sapere come comportarsi. Li abbiamo esortati con tutte le nostre forze a rimanere fuori, in spazi aperti, abbiamo suggerito di prendere e portare con sé coperte, cuscini, medicinali, documenti, vestiti. Noi , come tanti altri, eravamo al corrente di cosa stava succedendo, ormai dal 13 dicembre, in territorio aquilano. Questa è quanto è successo. Il futuro? Non esiste, non esiste nel senso che siamo stati abbandonati. La nostra vita, i nostri affetti non ci sono più. Più volte al giorno amici, conoscenti o sconosciuti che hanno recuperato il mio numero di telefono mi inviano questo messaggio.sono disperata, rivoglio la mia vita. Non rispondo più, non so cosa rispondere. " Ecco un'altra sconvolgente testimonianza di ciò ke accade nelle tendopoli....come si può vedere, le vittime non sono solo quelle ke ha ucciso la scossa del 6 aprile...la gente continua a morire...e l'Italia ke fa??? si occupa di Puttanopoli e delle donnine del Premier....quando i cittadini si sveglieranno???????????????? July 30 Raiset....il delirio dello psiconano continua....Nasce Raiset, la televisione del sultanato Rai si fonde con Mediaset. Nasce Raiset, la televisione del sultanato Viale Mazzini rinuncia a 400 milioni per sette anni, abbandonando la piattaforma di Sky e diventando praticamente la filiale di Cologno Monzese. Il Supergruppo sarà diretto strategicamente da Palazzo Chigi o da Villa Certosa, a seconda degli umori del Sultano. Oramai è un vero e proprio colosso televisivo, con sei canali in chiaro (Raiuno, Raidue, Raitre, Canale 5, Italia 1, Rete 4) e una miriade di canali sul digitale terrestre. Stiamo parlando di Raiset, il mostro uscito fuori dalla fusione fra Rai e Mediaset, avvenuta in sordina ma conclamata proprio ieri, con la notizia che l’ex Rai abbandona definitivamente la piattaforma del digitale satellitare, non rinnovando il contratto con la televisione di Rupert Murdoch e rinunciando così a circa 350 milioni di euro all’anno, come minimo garantito, che il magnate della stampa gli passava. Una decisione del tutto incomprensibile se Rai e Mediaset fossero state due aziende in concorrenza fra di loro, vale a dire due imprese autonome, con una distinta ragione giuridica. Ma, come detto, così non è più, dato che da oggi dobbiamo considerarle come il prodotto di una fusione. A Silvio Berlusconi, proprietario di Raiset, è riuscito un capolavoro di acquisizione senza sborsare una sola lira. Infatti, gli italiani, nella loro insulsa dabbenaggine, con l’abbondante vittoria dell’aprile 2008, gli hanno regalato la Rai e lui mostra di aver gradito. Ma siccome la sua bulimia non riguarda soltanto gli affari di sesso (dove si dice sia davvero insuperabile), ecco che, a differenza del precedente periodo di governo (2001-2006), dove comunque aveva ritenuto doveroso salvare almeno le apparenze, ora ha deciso di appropriarsi definitivamente di Viale Mazzini, non limitandosi a nominare dirigenti, direttori di rete, di telegiornali e compagnia ballando, ma indirizzando le strategie dell’ex sua concorrente verso un lento e periclitante declino imprenditoriale. Raiset dominerà il nuovo scenario televisivo italiano, creando, caso del tutto eccezionale in tutto il mondo, un supergruppo, con sedi istituzionali a Viale Mazzini e Saxa Rubra, filiali di Cologno Monzese, a Palazzo Chigi, Palazzo Grazioli e, forse, nei momenti di euforia erotomane, anche a Villa Certosa in Sardegna, dove si svolgeranno la maggior parte dei provini per veline e velinazze. L’obbiettivo dichiarato è quello di scardinare l’altro polo televisivo, cioè Sky dell’odiato Rupert, il quale – cosa insopportabile per il Cavaliere – ha mostrato come un imprenditore possa essere proprietario di un sistema di media senza per forza diventare anche Capo di governo (cosa vietata nelle democrazie anglosassoni, cioè nella perfida Albione). Sempre ieri, il bulimico sultano di Arcore ha deciso anche il nuovo pacchetto di nomine, fra le quali spicca quella di Clemente Mimun a dirigere le fiction Rai. Già, perché l’”utilizzatore finale” di queste fiction è proprio lui, il sultano, non soltanto perché così può utilizzare l’assegnazione di ruoli da protagoniste alle sue favorite (l’altra possibilità, come noto, è quella di insediarle a Strasburgo o a Montecitorio-Palazzo Madama, dipende dal sollazzo che le fanciulle sono state in grado di procurargli), ma soprattutto perché, nella sua strategia immaginifica, i teleromanzi del futuro dovranno diffondere il pensiero unico del sultano, la sua voglia di dominazione e di voluttà e chi meglio del Mimun, già solerte produttore dei suoi comunicati stampa, può assolvere alla bisogna, dopo lo splendido interregno di Oliviero Saccà? La prossima mossa sarà l’imposizione di un tetto pubblicitario alle tv che incassano già un canone di abbonamento. Il problema non investirà poi tanto la ex Rai (se pure dovesse fallire, non sarà un problema, si ritonerà alla vecchia ditta “Mediaset”) ma quasi esclusivamente Murdoch. Il sultano, infatti, ha vissuto con terrore il sorpasso nei ricavi compiuto dalla piattaforma del suo concorrente sul gruppo di Cologno Monzese ed ora, dopo l’aumento dell’Iva avvenuto nell’autunno scorso, la mossa vincente sarà proprio questa: limitare le possibilità di introiti pubblicitari per le televisioni del gruppo concorrente. Nella strategia del Biscione, Raiset andrà interamente sul digitale terrestre, su una nuova piattaforma, “Tivù”, nella quale svolgerà un ruolo ancillare, con i dirigenti di Cologno Monzese che decideranno i suoi palinsesti, stando attenti a non disturbare eccessivamente la programmazione delle serate dei canali del sultano, per non incidere negativamente sui ricavi. L’obiettivo è quello di stracciare Rupert e di fargli rimangiare gli articoli sugli eccessi sessuali del Cavaliere pubblicati sui suoi giornali o mandati in onda sulle sue televisioni. Il sultanato non ammette la concorrenza e il magnate australiano dovrà accettare un’offerta che non si può rifiutare. MI CHIEDO QUANDO...E DICO QUANDO....GLI ITALIANI SI SVEGLIERANNO....CI STIAMO FACENDO MANIPOLARE DA UN VEKKIO RIMBAMBITO!!!!! ahi serva Italia...di dolore Ostello...., nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello....diceva Dante....la trovo molto appropriata come frase..... July 22 Generatore eolico senza pale!!Un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l'eolico senza paleUna alternativa ai contestati aerogeneratori: test in Italia. «Sarà anche più efficiente»È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un'alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.
PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l'Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall'ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell'acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda. Siccome alcuni sostengono ke si tratti di una bufala...ecco doverose precisazioni....da parte di un lettore, informato... Il principio: il flusso d'aria entrante attraverso le aperture poste alla base (per comodità e stabilità; potrebbero stare anche in alto), disposte su un anello circolare di diametro a piacere, è accelerato per mezzo di un condotto di forma molto particolare, l'unica che consente al flusso di assumere un percorso "a tornado", fenomeno molto particolare e l'unico che consente al flusso di staccarsi dalle pareti laterali, riducendo al minimo l'attrito, sopprimendo la turbolenza (flusso "laminare"), e quindi di accelerare quasi indefinitamente al diminuire della sezione trasversale (i tornado meteorologici raggiungono 600 km/h, altro esempio è il...sangue-l'organismo si è regolato bene!). La velocità del flusso entrante conta quindi abbastanza poco, è sufficiente definire una sezione della turbina (molto particolare, perché deve scambiare energia con un flusso ad elevata componente rotazionale), e in base a quella regolare la superficie complessiva d'ingresso del flusso, anche specifica per ciascun particolare regime di vento. La turbina definisce la massima potenza raggiungibile. Non esistono limiti teorici *pratici* alla potenza raggiungibile. Il sistema parte a circa 1 m/s e raggiunge tipicamente il "regime* intorno a 5-6 m/s (grande vantaggio!), e rimane operativo fino al limite di stabilità strutturale - intorno a 40 m/s. Le dimensioni verticali tra 1/3 e 1/4 rispetto a sistemi tradizionali di pari potenza. Ancora qualke precisazione...: 1)niente vieta che questi impianti siano disposti su una piattaforma/traliccio o quant'altro, con la base non proprio "rasoterra", così da raccogliere un vento più elevato (per es. a 10 metri, che consente di conservare un grande vantaggio sulle dimensioni verticali rispetto ai sistemi tradizionali). 2)tutto quello che poteva essere pensato, anche per la *rimozione* dell'aria (quasi stagnante) a valle della speciale turbina, è stato pensato e realizzato (si ricorderà la legge di Bernoulli, per cui un flusso accelerato crea una depressione...). 3)inutile cercare una spiegazione *semplice* al funzionamento, i cui principi derivano da una scuola di fisica che non è mai passata, se non molto marginalmente, nel mainstream scientifico occidentale. In seguito, ne verrà sicuramente data opportuna illustrazione. 4)non è necessario utilizzare *solo* il vento: altri flussi, per es. di origine termica (flussi caldi in ascesa, ecc) possono essere impiegati da soli o *in aggiunta* al vento. Si tratta di un sistema integrato e complesso, in grado di utilizzare in principio anche più di una fonte rinnovabile ovvero sfridi termici di qualsiasi origine. June 26 Tigem, ecco lo «spazzino» contro i veleni che provocano Alzheimer e ParkinsonPer dire ke Napoli non è solo Camorra e Monnezza!!!!! Eccezionale scoperta dei ricercatori dell'Istituto Telethon di Napoli: i primi trial sull'uomo entro 3-5 anni
Andrea Ballabio e Susanna Agnelli che fu, fino alla morte, grande sostenitrice del Tigem di Napoli
NAPOLI - Dagli scienziati del Tigem di Napoli un'eccezionale scoperta che apre la strada alla cura di malattie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e Corea di Huntington. I ricercatori guidati da Andrea Ballabio hanno individuato il sistema che regola lo smaltimento dei rifiuti delle cellule. Una sorta di «spazzino» che, opportunamente stimolato, può eliminare molecole tossiche responsabili di gravi patologie neurodegenerative. Nel loro studio, pubblicato su «Science» e presentato a Roma dagli autori in videocollegamento da Napoli, i ricercatori dell'Istituto Telethon di genetica e medicina dimostrano per la prima volta al mondo che dietro il sistema di smaltimento dei rifiuti cellulari esiste una «cabina di regia». Questo pone le basi per nuovi approcci terapeutici, assicurano gli studiosi. «Grazie alla bioinformatica abbiamo identificato un nuovo meccanismo biologico, finora insospettato, che apre la strada a una terapia polivalente contro le malattie neurodegenerative. Il nostro lavoro va avanti - assicura da Napoli Ballabio, orgoglioso della ricerca e del team di giovani cervelli con cui ha lavorato - con risultati molto promettenti. E se tutto andrà bene i primi trial sull'uomo potranno iniziare fra 3-5 anni». TERMOVALIZZATORE NEL CORPO - Lo smaltimento dei rifiuti cellulare avviene grazie ai lisosomi, organelli presenti in ogni cellula che lavorano «come termovalorizzatori - spiega con un sorriso il genetista - trasformando in sostanze innocue tutti i prodotti tossici del metabolismo». Per farlo sono dotati di una squadra di enzimi, ma basta che uno sia difettoso per scatenare una cinquantina di malattie da accumulo lisosomiale (come glicogenesi e mucopolisaccaridosi). Il team napoletano, in collaborazione con Elena Cattaneo dell'Università degli Studi di Milano e Roman Polishchuck del Consorzio Mario Negri Sud, ha scoperto che l'attività dei lisosomi è controllata da una fitta rete di geni, che risponde a un gene-interruttore (TFEB), una sorta di direttore d'orchestra o «super-spazzino». «È capace da solo di potenziare l'attività di smaltimento come, appunto, un interruttore», dice Marco Sardiello, giovane ricercatore di Taranto e primo autore del lavoro. «Aumentando i livelli del TFEB abbiamo visto che aumenta non solo la produzione di lisosomi nella cellula, ma anche la degradazione delle sostanze tossiche». Questa prova è stata fatta con cellule contenenti la proteina tossica responsabile della Corea di Huntington, una gravissima malattia di origine genetica per la quale ora non esiste cura. Ebbene, grazie al super-spazzino il gruppo di ricercatori ha visto che la proteina tossica veniva eliminata. VELENI NELLE CELLULE - Questa scoperta - ottenuta grazie a un finanziamento Telethon da 100 mila euro - apre dunque le porte a un nuovo approccio che potrebbe essere applicato a tutte le malattie legate a un accumulo di «veleni» nella cellula, fra cui anche il morbo di Parkinson, l'Alzheimer e altre demenze. «Siamo già al lavoro su due fronti paralleli - precisa Ballabio - Da una parte la verifica di questi risultati anche nei modelli animali, in particolare topolini geneticamente modificati, dall'altra la ricerca su larga scala di farmaci in grado di stimolare l'attività di TFEB. La nostra speranza è che, promuovendo l'attività degradativa della cellula, si riesca ad evitare l'accumulo di sostanze tossiche e prevenire le malattie neurodegenerative con un approccio di tipo farmacologico, quindi non invasivo». UN NUOVO CENTRO - I farmaci potrebbero essere già esistenti (e avere involontariamente proprio l'effetto necessario), o ancora da sintetizzare. Medicinali pensati per agire ai primi segni di una patologia «e bloccarne l'evoluzione. O anche - ipotizza il medico - destinati a prevenire la malattia nelle persone con una predisposizione genetica o una familiarità». Dopo gli studi in vitro, il team del Tigem punta a ricerche in vivo per esaminare l'effetto dell'interruttore genetico sui sintomi delle malattie neurodegenerative nel mirino, e verificare l'assenza di effetti collaterali. «La strada è ancora lunga, ma i dati che abbiamo in mano sono promettenti. Per passare dalla ricerca di base a quella traslazionale servono però strutture ad hoc. E a questo sarà dedicato il nuovo centro "Biology for Medicine", che sorgerà a Napoli e per il quale attendiamo il finanziamento promesso di 60 milioni di euro dalla Regione Campania. Sembra che la disponibilità di fondi ci sia, e noi - conclude il genetista - siamo fiduciosi». June 22 Un frigorifero senza elettricità! |
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